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Il Tir dice 41: auguri atalantini!

Traguardo con l’anagrafe per l’ex bomber di alcune stagioni nerazzurre dai risultati in chiaroscuro. Uno specialista dell’area di rigore: ora allena le giovanili a casa sua

Candeline nerazzurre anche il 31 gennaio. E ogni volta è l’occasione per l’amarcord, stavolta per un elemento chiave del triennio 2009-2012. Simone Tiribocchi è stato il bomber dell’Atalanta di Angelo Gregucci, Antonio Conte, Valter Bonacina, Bortolo Mutti e soprattutto Stefano Colantuono. Poco importa se i primi quattro nella sola stagione 2009-2010, l’ultima retrocessione in serie B. Il Cicciobello di Fiumicino, che oggi compie 41 anni, fa parte di diritto della storia del club bergamasco. Il cannoniere dopo Sergio Floccari, con Cristiano Doni non più primattore sotto porta, e prima di German Denis, Papu Gomez e Duvan Zapata.

ATTACCANTE DA GRANDI NUMERI. Nativo della Capitale, cresciuto nella frazione che ora è comune autonomo, il Tir ha all’attivo 28 gol in 86 match da bergamasco onorario. Non male come media, considerati i 151 in 523 allacciate di scarpe in tutta la carriera. Sposo dell’ex Miss Italia Gloria Zanin, reduce dall’esperienza a Lecce, arriva a Bergamo per 2 miliardi 800 milioni da capocannoniere della promozione giallorossa prima e della retrocessione poi.

PENSIONATO… DAL TANQUE. Nel complicato post Gigi Delneri, suo allenatore ai tempi del Chievo, Tiribocchi indossa il numero 90 senza mai abbandonare la classifica marcatori: 11 all’annata d’esordio nella Dea, 14 per la risalita al piano di sopra, 2 più 1 al Gubbio in Coppa Italia a spazi ormai chiusi dalla compresenza del Tanque, del Frasquito Moralez, di Guido Marilungo e di Manolo Gabbiadini. Avrebbe poi svernato a Vercelli e Vicenza, città della moglie, chiudendo a 36 anni suonati dopo una lunga carriera iniziata nelle giovanili della Lazio e proseguita anche con Pistoiese, Empoli, Torino, Savoia, Benevento, Siena e Ancona.

IN PANCHINA. Al di qua della riga di gesso, pardon dell’area tecnica, Tiribocchi finora non ha avuto chissà quale fortuna, al netto della famosa lettera al figlio del 12 maggio 2018, diffusa via social network, in cui denunciava le magagne dei settori giovanili, lui che a gennaio aveva lasciato il ruolo da vice dell’ex compagno Lorenzo D’Anna nella Primavera dei Mussi Volanti perché “si paga per giocare e allenare in un calcio ostaggio dei procuratori in cui le società cercano solo i risultati”. Allo start in panchina, lui che la sapeva lunga avendo giocato anche in Champions (contro il Levski Sofia nei preliminari dell’agosto 2006) e in Europa League (gol al Braga a Verona il 28 settembre 2006), vivaio nel Vicenza e nell’Olbia (Under 17 e sei match in C). Il presente è la squadra Juniores dell’Eurocalcio, nel Vicentino che è diventata la sua prima casa. Auguri per tante altre sgommate, caro Tir.

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