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Gasperini: “Con il Milan partita non ancora decisiva, ma importante”

L’allenatore dell’Atalanta ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di domani sera a Bergamo contro il Milan

Queste le dichiarazioni principali di mister Gian Piero Gasperini in conferenza stampa pre-Milan: “Siamo agli esami, anche perché in una stagione ce ne sono trentotto. Un esame di quelli tosti e corposi, ma ci siamo preparati: ne abbiamo appena affrontati due bene con Cagliari e Spal. Non è ancora una partita decisiva, è importante: il Milan è quarto ed è tra le squadre più in forma. Sotto il profilo dei punti non può essere una sfida decisiva per nessuna delle due contendenti. Noi però entriamo in una fase di calendario contro concorrenti come Torino, Fiorentina e Sampdoria. Dobbiamo viverla con la voglia di far bene e di ottenere il risultato”.

FATTORE GATTUSO. “Sono partite da giocare al meglio delle proprie possibilità. Ci dobbiamo mettere la stessa intensità che ci abbiamo messo con la Juve e il Napoli. I rossoneri sono una delle migliori espressioni del calcio italiano: Gattuso li ha resi una squadra importante, è stato bravissimo a dare la svolta imprimendo il suo carattere dopo momenti un po’ altalenanti. Ha un gruppo solido e le scelte sul mercato invernale lo stanno ripagando”.

MERCATO MILAN. “Il mercato degli avversari di turno sono già due anni che è di altissimo livello. Stanno costruendo un organico per diminuire le distanze dal vertice. Cerchiamo di affrontarli con le nostre caratteristiche stando globalmente attenti: c’è Piatek e c’è Suso che conosco bene, ma non sono solo gli attaccanti a decidere”.

DJIMSITI E GOLLINI. “Tra oggi e domani verifichiamo Djimsiti, che deve ancora assorbire una contusione al polpaccio. Gollini ha pienamente recuperato”.

ANDATA. “All’andata c’era andata bene, 2-2 e risultato favorevole ma certamente non una prova buona. Avevamo sofferto soprattutto nel primo tempo. Non era certamente la migliore Atalanta”.

100 IN A CON LA DEA. “Domani sarà la centesima partita in serie A con i nerazzurri per quanto mi riguarda. Sono fiero che siano state tutte combattute, anche quando non le abbiamo giocate bene. Le ricordo abbastanza tirate, di vittorie tranquille non ce ne sono state tante. Fino ad adesso è stato un percorso di cui andare fieri, ma bisogna sempre guardare avanti”.

UN ANNO DA DORTMUND. “A un anno da Dortmund cambierei solo il risultato. O meglio, gli ultimi tre minuti, quando è maturata la nostra sconfitta. Fosse finita 2-2 magari saremmo qui a parlare d’altro. La giocammo alla pari, una partita di grandi emozioni: il secondo gol di Ilicic forse è stata l’emozione più grande di questi anni”.

SPINTA DI BERGAMO. “Dobbiamo prendere l’energia che promana dalla città e dai tifosi e trasformarla in qualcosa di positivo. Abbiamo bisogno di prestazioni importanti, senza cullarci sugli allori ed evitando l’appagamento. Non siamo fuori da niente, sta a noi tramutare la spinta dall’esterno nel modo giusto in campo. Un valore aggiunto, quest’entusiasmo di Bergamo intorno a noi, che altri non hanno”.

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