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Auguri a Savoia, il libero prima di Scirea

A Cagliari, nel ’72, il grande Gaetano uscì dal guscio per sostituire il difensore veronese. Candeline anche per l’istriano Bodi, eroe a fine anni ’50

Cagliari, 24 settembre 1972. Giancarlo Savoia, 104 presenze in tutto nella Dea (12 in Coppa Italia, 2 nella Coppa Anglo-Italiana) non c’è, il libero nell’Atalanta stavolta è Gaetano Scirea. Attaccante da ragazzo a Cinisello Balsamo, mediano nelle categorie alte delle giovanili nerazzurre e quel pomeriggio al battesimo del fuoco nel ruolo che l’avrebbe reso immortale. Il veronese Savoia, giocatore tenace e smaliziato, che oggi compie 75 anni, sono già diversi annetti che può dire ai nipoti di aver contribuito all’esordio di una grande carriera. Anche se la sua, a conti fatti, è stata ottima.

INDIETRO SAVOIA. Savoia, veronese di Bussolengo di solida scuola Hellas, arrivato a Bergamo nel 1970 (risalita dalla cadetterìa dopo gli spareggi con Catanzaro e Bari, a a Bologna, 20 e 23 giugno ’71) dopo nove anni di esperienza in gialloblù intervallati da un prestito alla Pistoiese, se ne sarebbe andato proprio alla fine di quella stagione. Segnata dal 9-3 a San Siro sulla gobba col Milan e dai 3 ko nelle ultime 3 giornate, l’ultima su autorete dello stopper Giacomo Vianello, con Antonio Maggioni e Bruno Divina a completare un reparto in cui si affacciava anche il futuro presidente Antonio Percassi. Squadra in B, come all’approdo successivo del baluardo difensivo dal casato regale.

PROMOZIONI, CHE PASSIONE. A Como Savoia – numero 4, la 6 era di Gianfranco Leoncini e poi di Ottavio Bianchi o Giuseppe Picella – non riuscì a centrare il quarto salto di categoria (il primo in A a casa sua, nel ’68; nel ’62 dalla C) di una carriera con più di 400 gettoni da professionista (307 solo in B), cosa che fece a Perugia senza seguire la squadra nella massima serie. Rimini e Forlì, appendendo le scarpe al chiodo trentatreenne, le ultime stazioni.

BODI, L’ISTRIANO DI ZIO UCCIO. Compleanno anche per Luigi Bodi, di Pola, 85 inverni. Un mediano destro d’origine che indossava anch’egli la 4 quando non era del “Gabbiano” Stefano Angeleri, nella stagione 1959-1960 sotto Ferruccio Valcareggi. 15 presenze in campionato e 2 in una Coppa Italia da fuorusciti ai quarti con la Juventus per sorteggio (2-2 nei tempi regolamentari, 6-6 ai rigori): Bodi, cresciuto nel Torino e passato anche per Alessandria e Bologna, avrebbe vinto il trofeo della coccarda nel Napoli cadetto di Bruno Pesaola nel 1962. Il centromediano era Bengt Gustavsson, sul centrosinistra il raffinato rigorista Rino Marchesi. La squadra aveva davanti gente come Humberto Maschio, Pierluigi Ronzon, Pino Longoni ed Enrico Nova. Bodi giocò anche con Novara, Savoia, Sestrese e Imperia. Tanti auguri.

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