Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Esclusive

ESCLUSIVA – Riva (avv. Curva Nord): “Ragazzi picchiati senza motivo”

Curva Nord

La nostra intervista all’avvocato della Curva Nord, che ci racconta la sua versione: “Mi hanno chiamato dicendo che li stavano ammazzando di botte”

Federico Riva è un grande tifoso dell’Atalanta, ma prima di tutto un avvocato, tra i suoi assistiti ci sono da sempre membri della tifoseria nerazzurra. Ieri, come spesso accade, è partito con loro in pullman per seguire la squadra di Gasperini a Firenze, impegnata nella semifinale di Coppa Italia. Il suo racconto, da testimone diretto, lascia a bocca aperta.

“I ragazzi che erano sul primo pullman raccontano questo. Ad un certo punto è arrivato un cellulare del reparto mobile, che li ha affiancati, urlando all’autista di fermarsi. Sono saltati giù dai mezzi, già in assetto antisommossa, con caschi e manganelli. Aperte le porte sono saliti, in due gruppi, iniziando a picchiare tutti coloro che si trovavano all’interno, senza un reale motivo”.

“Poi sono arrivato io e sono stato allontanato. Li hanno fatti scendere uno ad uno, presi a calci, sberle, pugni. Una volta identificati e messi contro il muro, con le braccia tese, sono entrati a bonificare il pullman, su cui non hanno trovato nulla. Nemmeno un passamontagna. Poi li hanno fatti risalire, obbligandoli a tenere la testa bassa, prendendoli di nuovo tutti a calci, manganellate, pugni”.

Questa, invece, è la situazione vista dagli occhi di Riva, descritta nei dettagli ai nostri microfoni: “I pullman degli ultras sono stati i primi ad andare via. Si era quindi formato un corteo con un pullman, poi un cellulare della polizia, un altro pullman e così via. Io ero sul terzo, a guidare il gruppo c’era una macchina della polizia. Eravamo sulla superstrada che conduce al casello di Firenze Sud. C’erano due corsie, più quella d’emergenza. Oltre a viaggiare in questa situazione, sulla nostra sinistra c’erano altre auto della polizia o dei cellulari. Ad un certo punto, sempre a sinistra, vediamo passare dei cellulari a tutta velocità, con i lampeggianti accesi. E abbiamo pensato: ‘Qui sta succedendo qualcosa'”.

curva nord

L’immagine dimostra la vicinanza tra il McDonald’s (dove sono avvenuti i fatti) e il casello dell’A1 Firenze Sud

Avevano ragione: “Ci fermiamo tutti, sulla corsia di destra, senza capire cosa stia accadendo. Ci fanno quindi ripartire, spostandoci però sulla corsia di sinistra, quella di sorpasso. Mentre stiamo ripartendo, mi arriva una telefonata: ‘Chicco, corri, vieni qui, ci stanno massacrando di botte sui pullman’. In quel momento, vediamo un pullman fermo sulla destra, a cui stanno mettendo dei blocchi sulle ruote posteriori. Affiancando, vediamo diversi agenti del reparto mobile ammassati alle porte di ingresso del bus, ma senza che ci fossero tifosi fuori”.

“Io riferisco ai ragazzi ciò che stava succedendo e loro mi rispondono ‘fermiamoci, non possiamo lasciarli da soli’. Così il nostro autista accosta sulla destra della carreggiata. A quel punto veniamo sorpassati da tutti gli altri pullman, che se ne vanno. Arriva un gruppo di agenti, comandati da uno in borghese con il casco. Appena aperte le porte, questo poliziotto dice alla prima persona che si trova di fronte: ‘Se metti un piede a terra ti ammazziamo di botte’. Puntandogli il manganello”. 

La polizia non ha nemmeno permesso a Riva di svolgere il proprio lavoro: “Così io prendo il mio tesserino da avvocato e gli dico: ‘Sono l’avvocato Riva, mi hanno chiamato dal pullman che avete fermato, chiedendomi di venire. Le chiedo di accompagnarmi dal funzionario che dirige l’ordine pubblico’. La situazione si è tranquillizzata e mi hanno fatto scendere dal pullman, che è rimasto controllato a vista dalla polizia, mentre mi accompagnano al bus che era circa cento metri dietro di noi”.

“Quando arrivo la situazione è questa: tutti i ragazzi sul pullman, li vedo dal parabrezza anteriore. La celere era schierata su tre lati, davanti, dietro e sul lato delle porte. Ad un certo punto vedo un funzionario in borghese, che si rivolge ad un altro del reparto mobile. Gli chiede ‘cos’è successo’. Gli viene risposto che sull’autobus erano tutti travisati e hanno accelerato per combinare qualcosa, circostanza assolutamente non vera, perché davanti avevano una volante e non potevano aumentare la velocità. Ma soprattutto eravamo a trecento metri del casello autostradale”.

“Questo funzionario mi vede e mi dice: ‘Ma lei chi è’, gli risponde l’agente che mi aveva accompagnato, spiegando che sono l’avvocato e di essere stato contattato dai presenti sul pullman. Lui mi guarda e dice di portarmi via, ma io rispondo che ho tutto il diritto di stare lì, essendo stato chiamato da dei miei assistiti. Mi viene risposto che devono identificare i soggetti, ma la procedura mi consente di essere presente. Niente da fare, mi scortano per portarmi via, a circa cento metri da loro, mettendo sei carabinieri a tenermi d’occhio cosicché non mi avvicinassi. Così non vedevo nulla, perché mi coprivano la visuale”.

“Io cerco di riavvicinarmi, ma dicono che assolutamente io lì non posso stare. “Per me lei è un ultras, non un avvocato”, mi viene detto. Torna di nuovo per dirmi di andare via, al che rispondo: ‘Prenda i dati del mio tesserino, ma lei mi dia le sue generalità’. A quel punto si ritrae, visto che mi parlava ad una spanna dalla faccia, con atteggiamento molto intimidatorio. Chiama il maresciallo, a cui spiego la situazione, che mi dice di aspettare che si concluda la procedura. Questo è ciò che ho visto io”.

Importante sottolineare quanto l’azione della polizia sembri immotivata: “Non ci sono stati agguati da parte dei tifosi della Fiorentina, nessuno scontro o momento di tensione. Dopo la partita, nel parcheggio del settore ospiti, si diceva che ci fossero dei sostenitori viola in un parco che c’era lì. Ma non era vero e tutto è tornato subito alla normalità, senza alcun tipo di colluttazione. Questo episodio sarà durato tre minuti, senza nemmeno un lancio di oggetti, quindi siamo saliti sui pullman con grande tranquillità”.

“Ora presenteremo degli esposti. Alla magistratura e al ministero, so che Belotti si è già mosso in questo senso. Vogliamo delle spiegazioni di quanto è successo. Io ho già sentito diverse versioni dalla Questura di Firenze, parlando di scontri con i tifosi della Fiorentina. E non è vero. Oppure che volessero scendere dal pullman per caricare dei ragazzi fuori da una discoteca. E non è vero, perché non c’era nessuna discoteca. Abbiamo oltre trenta referti, di ragazzi che sono finiti in ospedale”.

49 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

49 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI NEROAZZURRI

Un bergamasco tutto d'un pezzo, Angelo "Domingo" Domenghini

Angelo Domenghini

Bergamasco DOC e tifoso atalantino

Cristian Raimondi

Il goleador della storia atalantina

Cristiano Doni

Il "Mondo", l'amico di tutti

Emiliano Mondonico

"EL TANQUE" NERAZZURRO

German Denis

PRIMA CAPITANO, POI AUTENTICA BANDIERA NERAZZURRA

Gianpaolo Bellini

IL "VIN DIESEL" DI BERGAMO

Giulio Migliaccio

Uno dei 7 capitani storici, per lui 8 stagioni con l'Atalanta di altissimo livello

Glenn Stromberg

Il goleador della storia atalantina

Riccardo Zampagna

Advertisement

Altro da Esclusive