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Gritti: “Da qui alla fine bisogna giocare fino alla morte”

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In conferenza stampa parla Tullio Gritti, vice di Gasperini: “Quello di domani sarà un confronto spettacolare, come mercoledì”

Sorpresa del sabato. Nella classica conferenza stampa della vigilia, verso Atalanta-Fiorentina di domani, non parlerà Gian Piero Gasperini. Al suo posto Tullio Gritti, suo vice. Il motivo? La volontà della Società di far rispondere al mister sempre sulle stesse questioni a tre giorni di distanza, per sottrarlo al fuoco di fila di polemiche ormai vecchie.

La partita. “Sarà difficile come quella di mercoledì scorso, tra due squadre di livello. A prescindere da moduli e sistemi di gioco, gli avversari hanno individualità e caratteristiche importanti. Credo che sarà un confronto spettacolare proprio come nella semifinale di andata di Coppa Italia”.

Gli avversari. “La Fiorentina non è una compagine che possa pensare di chiudersi. L’ho vista parecchie volte e va spesso di fraseggio”.

Il finale di stagione. “Le 13 partite che mancano sono da giocare alla morte. Noi e i viola abbiamo pressoché gli stessi obiettivi. Adesso parte la volata, soprattutto gli scontri diretti diventano appuntamenti fondamentali e determinanti. Anche perché le concorrenti sono al nostro stesso livello: organici forti, profondi e organizzati”.

La sua presenza in conferenza stampa. “Da quando sono con Gasperini almeno una volta all’anno tengo io la conferenza stampa, magari perché è squalificato o vuole dare spazio a noi dello staff”.

Equilibrio. “Il gioco era stato in mano nostra anche all’andata in campionato, fino a quel famoso rigore che ha invertito l’inerzia. In ogni caso sarà una sfida sul filo dell’equilibrio”.

La condizione della rosa. “Quando si gioca il mercoledì, al sabato si tirano le somme. Le botte, se ci sono, si riassorbono completamente. Alla vigilia si valuta al meglio chi sta bene e chi è meno in condizione”.

Turnover. Preparare i cambi e le alternative a tavolino è sempre ostico, le esigenze le detta la partita di turno. Mercoledì c’erano soluzioni obbligati per le squalifiche di Djimsiti e Freuler. La nonna Ilicic è in perfette condizioni: è stimolato di più per i suoi bei trascorsi sull’altra sponda, e poi alla sua età se non ha acciacchi gravi dopo tre giorni il recupero è pieno”.

A centrocampo. “Freuler è uno dei giocatori più importanti di questa rosa, ma va detto che Pasalic tre giorni fa è stato eccezionale. Da quando è stato chiaro in quale ruolo avrebbe potuto rendere meglio, Mario è cresciuto d’importanza: quando viene chiamato a giocare offre sempre un rendimento di qualità e sostanza”.

Le loro stelle. “Chiesa e Muriel hanno doti impressionanti di qualità e rapidità. Ovviamente se sbagli contro gente del genere la paghi subito. Gli errori come quelli di mercoledì ci possono stare. Ma più limiti giocatori del genere, meglio è”.

Su Astori. “L’ho conosciuto solo da avversario, lo spostamento della gara è stato doveroso e giusto. Ilicic l’ha conosciuto bene e credo che quella mattina del 4 marzo dell’anno scorso, quando eravamo in bilico tra il dover giocare o meno, abbia passato momenti molto dolorosi. Credo sia il patrimonio di tutti, non solo delle squadre in cui ha giocato”.

Gli scontri di Firenze. “Sui fatti di mercoledì sera c’è stato un comunicato della società. Credo sia esaustivo e non ho nulla da aggiungere”.

Ancora sulla rosa. “Mentalmente stiamo bene e siamo tranquilli e sereni. Quando la partita finisce, a caldo, pensieri ed emozioni ci sono. Il giorno dopo finisce tutto e viene tutto dimenticato, sia il bello che il brutto. Il rammarico, col senno di poi, è per i due diffidati (Toloi ed Hateboer) che guarda caso sono stati ammoniti e salteranno la semifinale di ritorno”.

Su Chiesa. “Quando gioca a pallone, è fortissimo. Ha tutto dalla sua parte per diventare di altissimo livello, è ancora giovanissimo. Quanto al resto, non ha bisogno di difensori d’ufficio che s’inventino scuse a nome suo: può farlo da sé, sul campo. Gli occhi li abbiamo tutti”.

Osservazione. “Gli altri dicono che l’Atalanta sia diventata una grande squadra. Quindi quando vengono a casa nostra sanno come affrontarci e cambiano atteggiamento. Ci concedono il minor spazio possibile e ripartono”.

Su Zapata. “Non sta segnando ma mi pare ne abbia fatti tanti, ricomincerà a farne. Non dimentichiamoci di Barrow: l’anno scorso sembrava dovesse fare sempre gol ogni volta che scendeva in campo, ha grandi qualità e deve stare tranquillo facendosi trovare pronto quando tornerà il suo momento. Davanti abbiamo uno che una volta partito non s’è più fermato, difficile trovare spazio”.

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