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Domenica di successi per l’Atalanta: vittorie in campo e fuori

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Manifestazione dei tifosi svoltasi senza problemi, interrotto il digiuno di affermazioni grazie a super Papu

Solo la Fiorentina. Mancava solo la Viola fra le squadre che Gian Piero Gasperini non aveva mai battuto nel suo triennio atalantino. Napoli, Roma, Lazio, Inter, Milan e tutte le altre si erano già inchinate nelle stagioni precendenti e all’appello mancavano solo la Juventus, capitolata in quel fantastico 3-0 in Coppa Italia, e appunto la Fiorentina, crollata ieri per mano di Ilicic, Gomez, Gosens.

VITTORIA DEL PUBBLICO E IL RICORDO DI ASTORI. Ma la vittoria più bella arriva dai tifosi: breve corteo svoltosi in pochi minuti e mantenendo un rigoroso ordine pubblico prima, durante la dopo il match. Alla vigilia qualcuno aveva ipotizzato possibili “vendette”, invece non va in scena nulla di tutto questo. Solo tanto spettacolo in campo fra due squadre che provano a giocarsela a viso aperto e il commovente ricordo di Davide Astori, avvenuto al 13’ del primo tempo, con l’immagine dell’ex capitano viola sul maxischermo, il lungo applauso di tutto lo stadio e qualche lacrima fra i giocatori, uno su tutti Josip Ilicic, compagno di Astori a Firenze.

SHOW IN CAMPO. Lo spettacolo più bello è comunque offerto dai giocatori sul terreno di gioco. A parte l’erroraccio di De Roon che porta allo 0-1 di Muriel (ennesima volta in cui l’Atalanta si ritrova in svantaggio dopo pochi minuti), per il resto sono novanta minuti intensi fatti di grandi giocate – il gol di Gomez è un’autentica perla, così come i numerosi tocchi di Ilicic – che legittimano la supremazia e il successo nerazzurro.

CLASSIFICA. La graduatoria afferma che l’Atalanta è sesta con 41 punti al pari di Lazio e Torino, ma con i biancocelesti che devono recuperare la gara contro l’Udinese. E con un quarto posto, oggi occupato da un Inter in caduta libera, distante sei lunghezze. Domenica ci sarà la Sampdoria, poi toccherà al Chievo prima di una breve sosta: due sfide che ci aiuteranno a capire, in funzione anche dei risultati provenienti dagli altri campi, per cosa potrà lottare la Dea. Ma nel frattempo godiamoci questo Papu, questo Josip è questa Atalanta che continua a farci sognare in grande.

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