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Mascetti e gli altri: compleanno per quattro ex

Il direttore sportivo dell’Hellas da scudetto passò anche da Bergamo compie 76 anni. Festeggiano anche Callioni, Caverzan e Perico

Uno, Emiliano Mascetti, è stato il direttore sportivo dal 1998 al 2003 agli ordini del presidentissimo Ivan Ruggeri. Gli altri tre, invece, a metà del guado tra speranze del settore giovanile, leggi Vito Callioni e Gabriele Perico, tra gli anni sessanta e i novanta-duemila, e comparse – Diego Caverzan – promosse pochissime volte in prima squadra. L’11 marzo dell’Atalanta cala il poker di compleanni.

MASCETTI, L’UOMO MERCATO. Il comasco dalla chioma canuta compie 76 anni. Ex centrocampista di Como, Verona, Pisa e Torino, a Bergamo fa l’uomo mercato per una cinquina di stagioni di cui due in B, tra Bortolo Mutti e Giancarlo Finardi passando da Giovanni Vavassori in panchina. Quotatissimo, come dirigente, avendolo fatto nell’Hellas del mitico scudetto di Osvaldo Bagnoli (1985) e nella Roma. Epoca orobica inaugurata da Nicola Caccia bomber e con nomi famosi: gli Zenoni, Pelizzoli, Bellini, Pinardi e Zauri più Doni, Ventola, Ganz e quel che restava del Mimmo Morfeo baby. I saluti? Dopo i playout persi con la Reggina.

CALLIONI: DAVANTI SAN VITO. Battezzato come il patrono della parrocchia di Guzzanica, tra Stezzano (registrato come Comune di nascita) e Dalmine, il terzino ambidestro classe ’48, ex punta, divenne famoso nella linea difensiva (2 Lelj, 3 lui, 5 Prestanti, 6 il libero Giorgio Carrera) del Real Vicenza del “Mago di campagna” Giovan Battista Fabbri, quello con Pablito Rossi terminale, secondo dietro la Juve nel 1977/78. In campo anche Spezia, Como, Torino, Sampdoria, Reggiana e Livorno (84 presenze e 7 reti in serie A, 44 e 3 reti B, 123 e 11 in C), poi i vivai curati a Piacenza (Primavera e Allievi Nazionali, in cui ebbe Pippo Inzaghi), Dalmine, Dalmine Futura, Villa d’Almé e Levate (unica capatina in prima squadra, tra 2010 e 2012 in Seconda categoria).

CAVERZAN, RAZZA PIAVE. Altro mastino, da marcatura stretta (numero 2 o 5), del ’69, due panchine con Sambenedettese e Brescia nel 1987/88 cadetto e nella stagione successiva titolare nel ko per 2-1 a Lecce (sostituito al 53′ dall’ariete Gianfranco Serioli; 38′ Barbas, 67′ Garzja, 83′ rigore di Nicolini) il 5 febbraio ’89 più un tris di presenze in Coppa Italia. Uno della banda dell’Emiliano Mondonico agli esordi sotto le Mura: esordio in A con l’Udinese in casa del Torino il 10 maggio ’87, dopo essere cresciuto nel Montebelluna (città di nascita). Dopo le briciole, Palazzolo, Arezzo e Verona dal 93′ al 97′ con promozione e retrocessione, Cremonese, Rimini, Padova e ancora Rimini appendendo le scarpe al chiodo a 33 anni. Da mister, dal 2005 al 2008 coi baby scaligeri: Berretti fino a marzo 2008, per qualche mese vice della prima squadra con Davide Pellegrini che aveva appena rimpiazzato un certo Maurizio Sarri (successore suo e di Colomba) in C1 e osservatore agli ordini di Gian Marco Remondina. Oggi fa l’assicuratore di calciatori.

IL PEREG DA CURNO. Terzino destro figlio d’arte classe 1984, mentre il padre Eugenio, bandiera dell’Ascoli più che dell’Atalanta, era tendenzialmente mediano più che difensore. Prato, AlbinoLeffe, Monza, rientro alla base seriana e annata monstre con il Mondo chiusa a primavera 2010 con 6 palloni nel sacco. Nell’agosto 2010 va al Cagliari, dove lega moltissimo con Davide Astori, conoscendo il battesimo del fuoco il 22 settembre al “Sant’Elia” con la Samp e la fascia da capitano nel trofeo della coccarda in casa della Juventus il 12 dicembre 2012. Quattro stagioni ed ecco il neopromosso Cesena per un ulteriore giro di corsa anche in B, quindi Salernitana, Livorno e Chiasso dalla sessione invernale. In bacheca, Coppa Italia Primavera con i boys di Giancarlo Finardi nel 2003 e l’Europeo Under 19 in Liechtenstein battendo il Portogallo.

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