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Le sette vite di Masiello, The Wall

Tornato titolare in occasione delle ultime tre partite, gli scontri diretti con Toro, Fiorentina e Samp, il viareggino non è titolare fisso ma ha saputo rialzarsi di nuovo

Dal calcioscommesse, che l’aveva appiedato dal 16 gennaio 2012 (sospeso dal club prima ancora della sentenza) al 13 gennaio 2015, data del rientro in gruppo prima di rinascere l’8 febbraio successivo a Firenze (ko per 3-2), alla concorrenza spietata dei vari Gianluca Mancini, Berat Djimsiti e José Palomino per una maglia nel terzetto dietro. Andrea Masiello, alias The Wall, il Muro dell’Atalanta, contro il Torino, i viola (in casa, stavolta) e la Sampdoria è tornato titolare.

LE DISCESE ARDITE… L’Eco di Bergamo dedica il focus del giorno al viareggino, nato a metà fra la Lucchese e le giovanili della Juventus e protagonista comunque di una gavetta non breve per conquistarsi una carriera ad alti livelli. Avellino, Siena, Genoa dove conobbe Gian Piero Gasperini e quindi il Bari, la stazione precedente a Zingonia, l’epicentro dell’esplosione ma anche dei guai con la giustizia, non solo quella sportiva: tre anni fuori, due anni e mezzo di squalifica, due stagioni saltate di netto dopo la prima a Bergamo lasciata a metà.

…E LE RISALITE. Inamovibile fin dal suo ritorno, dopo la parentesi di Edy Reja ecco Masiello nel ruolo dell’intoccabile della retroguardia ridisegnata a tre dal Gasp. Con Toloi e Caldara il posto sul centrosinistra è suo, come suo è il rompighiaccio con l’Europa il 14 settembre 2017 nel 3-0 all’Everton, a più di 26 anni dall’ultima volta.

RETTO MA NON GIUSTO. Il crac al retto femorale destro, lesionato in casa contro la Samp il 7 ottobre scorso, è stato l’inizio di un piccolo calvario con Mancini a subentrargli in tutti i sensi. Diventato il quinto di reparto, è tornato in auge lo stesso. Tre di fila da moloch, come un tempo, dopo sei panchine.

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