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Auguri a Brienza, ovvero quell’unico lampo contro il Milan

franco brienza

Il fantasista mancino idolo dei fantacalcisti a Bergamo lasciò di fatto la sola traccia di un gol capolavoro allo scadere. Ma lui a 40 anni non s’è ancora arreso all’anagrafe

Il sinistro, piede prediletto, of course, sparato dritto nel sette per la vittoria in rimonta sul Milan, l’11 maggio 2014. Azione rifinita da Giulio Migliaccio e cominciata da German Denis, che l’aveva pareggiata dal dischetto dopo l’autogol della bandiera Gianpaolo Bellini. L’unico acuto, alla penultima di serie A, in una stagione e mezza di Franco Brienza, che festeggiando oggi i suoi primi quarant’anni dell’esperienza in maglia Atalanta ricorderà senz’altro il capolavoro che fece esplodere di gioia lo stadio di casa. Da capitano rimasto fedele al Bari caduto in disgrazia e ripartito dalla serie D, a quanto pare, non è ancora arrivato il momento di dire basta per riavvolgere il nastro.

IL MANCINO DI BRIANZA. Nato in Alta Brianza, a Cantù, ma di origini ischitane, in nerazzurro il fantasista-trequartista-esterno offensivo scese in campo solo 24 volte, preso dal Palermo all’ultimo giorno del calciomercato invernale, il 31 gennaio 2013. Da titolare, 8 su 18 nella stagione piena a fronte del 5 su 6 della mezza. Un utilizzo da tappabuchi di lusso, da parte di Stefano Colantuono, anche perché un conservatore come il profeta di Anzio solo in caso di emergenza si sarebbe schiodato dal 4-4-1-1 col Tanque davanti, Maxi Moralez alle spalle, Cristian Raimondi a destra (Ezequiel Schelotto finì all’Inter nella stessa sessione) e Giacomo Bonaventura a sinistra.

CARRIERA INFINITA. Cresciuto nei settori giovanili di Pithecusae, Campagnano, Isolotto, Imolese e Foggia, Brienza mette il naso nel mondo semipro e pro con questi ultimi due club prima di spiccare il volo. Tante le casacche indossate: Palermo, Ascoli, Perugia, Reggina, Siena, Atalanta, Cesena, Bologna e Bari, con 114 gol segnati (finora) in 642 partite. Più 2 presenze in Nazionale, nelle amichevoli dell’8 e 11 giugno 2005, a Toronto e New York, contro Serbia e Montenegro ed Ecuador (1-1 entrambe).

 

 

 

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