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Verso l’Inter tra l’incognita Toloi e i dubbi in attacco

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Reparto da inventare nell’incrocio ad alta quota di domenica, mentre Toloi va verso il recupero, anche se le soluzioni sono a portata di mano

L’attacco da rifare per l’assenza di Duvan Zapata (quinto giallo per il mani nel secondo tempo sul gol annullato da punizione del mattatore della serata) e l’incognita circa il recupero di Rafael Toloi. L’Atalanta, dopo aver sommerso il Bologna grazie al quarto d’ora perfetto, si rimette al lavoro nel pomeriggio a Zingonia in vista del match clou di domenica in casa dell’Inter al sapore di Champions.

DAVANTI SAN JOSIP… E? La formula Borussia Dortmund-Europa League che aveva tenuto banco per un po’ nell’inverno 2018, ovvero niente boa davanti ma reparto a due fantasisti con Josip Ilicic e Alejandro Gomez a puntare i due vertici dell’area altrui, non è comunque l’unica a poter essere proposta per ovviare allo stop forzato del bomber da ventello nel solo campionato. Mantenendo invariato l’assetto il trequartista sarebbe Mario Pasalic, sebbene anche Musa Barrow scalpita per una chance: in tal caso, Papu regolarmente tra le linee. Ma non va escluso il tridente con il capitano falso nueve in mezzo a Timothy Castagne e lo stesso mancino sloveno, soluzione già proposta ma con il Ternero in mezzo perché il bonaerense era ai box: nel ko all’inglese di Torino coi granata.

MISTERO TOLOI. Va detto che l’opzione di cui sopra, il 23 febbraio scorso, durò solo 18 minuti scarsi, dopodiché Robin Gosens – stiratosi il flessore destro tentando la trivela con l’altro piede – dovette cedere le armi al baby Dejan Kulusesvki con virata del mancino d’attacco a destra e sequela del belga a pendolino a sinistra. Il dubbio è legato al terzetto arretrato, perché dopo quattro partite out (prima l’adduttore lungo sinistro, ultimamente la calcificazione alla caviglia) Rafa resterà in bilico fin quasi alla vigilia della supersfida. Giovedì sera, oltretutto, Gianluca Mancini ha stretto i denti dopo aver accusato un indolenzimento muscolare. Ma la retroguardia respira abbondanza: arruolabili, alla peggio, anche Roger Ibañez, oltre ai soliti Andrea Masiello, Berat Djimsiti e José Palomino.

GRANA DIFFIDE. L’ostacolo più grande nella corsa all’obiettivo prestigioso resta la gestione della situazione disciplinare, perché a fronte del dietro la lavagna per il finalizzatore principe della manovra i giocatori in diffida sono sempre una cinquina secca. Hans Hateboer, colpevole di una reazione alle soglie della rissa al pestone a freddo di Valencia in pieno garbage time, ha raggiunto a quota quattro cartellini il mastino di Viareggio, l’asse portante del gioco Robin Freuler e la coppia d’oro che presumibilmente sarà deputata a sfondare il muro dei nerazzurri di Milano. Parola a Gian Piero Gasperini: chi meglio di lui? La sola certezza è quella di sempre: una Dea all’attacco.

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