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Atalanta-Empoli, le statistiche dicono pronostico chiuso

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Se è vero che le cifre non mentono mai, i nerazzurri hanno ben poco da temere dalla sfida da testacoda nel posticipo di lunedì prossimo

64 gol segnati a 40, 41 presi a 59. In più, 374 tiri totali a 277, di cui 199 contro 152 nello specchio lungo 7 metri e 32 centimetri e alto 2,44. Basterebbero queste poche cifre, tanto nude quanto veritiere, a demarcare la differenza tra Atalanta ed Empoli, le contendenti dell’incrocio tra Europa e salvezza nel posticipo serale di lunedì 15 aprile (20.30) valido per la tredicesima giornata di ritorno della serie A.

SFIDA CHIUSA? Se si entra nel dettaglio delle statistiche diffuse dalla Lega Calcio di Serie A, il gap sofferto dagli azzurri della provincia fiorentina si dilata ancor di più agli occhi anche dei profani del pallone. 1.866 azioni d’attacco a 1.580, 201 corner a 162, possesso palla medio di 29 minuti e 2 secondi ad allacciata di scarpe contro 26’13”. Tutto a favore dei nerazzurri. Niente lascia presagire, insomma, che si tratterebbe di una partita ostica, anzi della più a rischio di scivolone del periodo, come annunciato ieri dalla viva voce di Josip Ilicic. L’eroe al contrario dell’andata da rimontone toscano, espulso sul 2-2 a 6′ dal 90′ con la beffa finale firmata Silvestre nel recupero.

OCCHIO AL CRONOMETRO. Gli uomini di Gian Piero Gasperini, nondimeno, tra le varie voci hanno un argomento, ovvero una pecca, di cui doversi preoccupare seriamente. Ovvero quello dei gol fatti e soprattutto subìti in rapporto al cronometro. Ben 10 palloni, infatti, sono stati raccolti nel proprio sacco entro il quarto d’ora dal kick off, il 24 per cento: un dato che supera soltanto i 9 dell’ultimo spicchio temporale, dal 75′ al ’90 (vedi autorete di Masiello e matchball dell’argentino altrui il 25 novembre scorso). Tra quarto d’ora e mezzora della prima frazione, invece, rete intonsa; 8 fra 30′ e 45′, tra cui quello di La Gumina (altro sicuro assente come l’allora match winner) al “Castellani” al 42′, 9 nel primo quarto d’ora della ripresa e 5 fra 60′ e 75′.

LA DEA, IL DIESEL DEL GOL. L’undici riaffidato al guru della promozione Aurelio Andreazzoli, richiamato il 13 marzo al posto del suo sostituto dal 5 novembre Giuseppe Iachini, dal canto suo può sperare nell’effetto ritardato delle azioni atalantine concluse nella porta altrui: ben 39 gol al rientro in campo, di cui la maggioranza relativa (27 per cento), 17, segnata fra l’inizio e il quindicesimo della frazione numero 2 (9 nel primo spicchio, 8 nel secondo e nel terzo, 11 nel quinto e nel sesto).

L’EMPOLI E IL GOL. Quanto alle cadute del portiere empolese, ancora una volta il tabellino dell’incontro a campi invertiti suona come una conferma della veridicità dei dati medi: Freuler la mise al 33′ e Hateboer al 40′, come del resto altri 16 presi dagli empolesi fra 30′ e 45′, il 31 per cento del totale. L’altra fascia debole della terzultima in classifica è la penultima (60′-75′) con 12; la più intonsa è la stessa dei bergamaschi (2); entro il primo quarto d’ora, 9 subìti, che diventano 8 nello stesso arco della ripresa (12 entro il 75′, 10 entro il 90′). A differenza dei padroni di casa, la matricola ospite per infilare gli avversari predilige i primi tempi: 21 segnati su 40. Il minutaggio più proficuo è il quarto d’ora a cavallo delle due frazioni: 8 ciascuno, come nell’ultima corsetta cronometrica. 6 nella prima fettina, 7 nella seconda e appena 3 nella penultima i numeri residui. Non mentono nemmeno quelli, come il complesso delle voci statistiche, ma si parte pur sempre dallo zero a zero.

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Anche col Chievo

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Non c’è niente di chiuso l’Atalanta 52 Empoli 28 chiuso l’argomento

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Si ma ZERO nel secondo quarto d’ora.

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