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Auguri a Zanchi, mister dell’Under 16

L’ex difensore nativo di San Giovanni Bianco compie oggi 42 anni. Una carriera da calciatore lontano da Bergamo, poi il ritorno all’ovile

Il regalo gliel’hanno impacchettato domenica, nel 3-2 contro il Chievo al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, le punte di diamante Alessio Rosa, Tommaso De Nipoti e Kristian Dervishi. Ma per un prodotto della cantera dell’Atalanta come Marco Zanchi, dopo una carriera da calciatore (375 e 7 reti nei club, 34 nelle varie nazionali giovanili dall’Under 15) trascorsa in gran parte altrove, la cosa più importante è aver compiuto anche il compleanno numero 42 da figliol prodigo tornato alla base per arrostire il vitello grasso alle nuove leve di nerazzurri del domani. Un privilegio, certo. Non possono dire lo stesso in tanti, vedi i gemelli Zenoni suoi coetanei.

UN FIGLIO DEL MONDO. Svezzato a livello senior da Emiliano Mondonico nel biennio 1994-1996 con promozione dalla B, Zanchi, nativo di San Giovanni Bianco e ora residente a Dalmine, esordisce da professionista da titolare alla prima giornata cadetta, il 4 settembre del ’94, nell’1-1 in casa del Chievo. Chiuso nel suo ruolo naturale di regista della difesa, ex libero, da un certo Paolo Montero, racimola comunque 23 presenze in due stagioni, di cui 19 in campionato (10 in A), riciclato a terzino bi-fascia quando l’uruguaiano è regolarmente al suo posto.

IL GIRO D’ITALIA. Dal ’96, ecco il giro d’Italia lontano dai colori nerazzurri. Chievo (un nome nel destino), in cui non gioca, e Bari, in prestito, triennio all’Udinese (dove fa il centrale di destra a tre, grazie a Francesco Guidolin, poi ritrovato sulla via Emilia) fino all’alba del nuovo millennio col cartellino ormai ceduto e perfino un assaggio di Juventus, con cessione a gennaio al Vicenza che retrocede. Idem a Verona, un po’ meglio a Bologna (due annate) a dispetto di un delicato intervento chirurgico alla testa e soprattutto nel quadriennio a Messina, dove dal 2004 al 2006 incrocia l’allenatore bergamasco e atalantino Bortolo Mutti.

LA PANCHINA. Nel 2008 i peloritani falliscono e a Zanchi non resta che tornare a Vicenza da svincolato, chiudendo a 35 primavere. Con l’oro europeo del 2000 in Slovacchia nell’Under 21 del ct Marco Tardelli e del fuoriclasse Andrea Pirlo (allora regista avanzato) a dare un senso alla bacheca personale. In Veneto fa l’assistente di Roberto Breda e di Alessandro Dal Canto, che segue a Venezia prima di mettersi in proprio: Allievi Nazionali berici, poi quelli B dell’Atalanta, Under 16 dal 2017-2018. Un bergamasco dal discreto talento e dalla voglia di dimostrare qualcosa perpetuando la grande tradizione del vivaio zingoniano, ovvero il ventre da cui è uscito lui stesso. Tanti auguri.

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Tanti auguri

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Auguriiii Mister Zanchi

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Tantissimi auguri

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Auguri 🥂🥂🥂🥂🖤💙

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