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Pagnoncelli: “Percassi bergamasco doc: profilo basso e realismo”

Il sondaggista: “Giocare la Champions a Bergamo? Io ci credo e penso sia giusto provarci. Farlo suoi sarebbe un’altra cosa rispetto che a Reggio Emilia”

Dove arriverà l’Atalanta l’anno prossimo? Dove giocherà la Champions league? Le domande che tutti i giorni ci poniamo possono diventare oggetto, qualche volta, di sondaggi e quando ci si riferisce a questo argomento non si può non nominare Ferdinando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos Italia: “L’Atalanta è una storia di famiglia, di cuore. Il ricordo più bello è il biglietto della finale di Coppa Italia vinta nel 1963 che papà mi volle regalare, dopo averla vista a Milano. Il più brutto è Milan-Atalanta 9-3 a San Siro: posso dire, io c’ero. E non sapevo come far smettere di piangere mio fratello più piccolo. Anche se la vera ferita è stata la vicenda scommesse: Doni eccetera eccetera. Sentii che la mia passione di tifoso era stata tradita. Ci ho messo due anni a elaborare quel lutto“.

Intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, Pagnoncelli ha svelato anche qualche interessante dato statistico: “L’anno scorso le possibilità che l’Atalanta facesse una stagione così erano meno del dieci per cento. Ero convinto che sarebbe stato un buon anno, ma non così. Questa è la bergamaschità: profilo basso, realismo. Infatti Antonio Percassi è bergamasco al 110%, e in più è stato un giocatore dell’Atalanta che ha smesso presto perché la sua famiglia di imprenditori gli chiedeva di andare a lavorare“.

Ho creduto realmente alla Champions League solo al fischio finale di Atalanta-Sassuolo. Il mio vero sogno era la Coppa Italia, quella sera ho fatto i salti mortali per essere all’Olimpico: avevo paura di un contraccolpo psicologico, come dopo il Copenaghen – ha aggiunto -. La svolta della stagione è stata la vittoria di Napoli, ma anche il 3-0 alla Juve in Coppa Italia. Giocare la Champions a Bergamo? Io ci credo e penso sia giusto provarci. Belle le muraglie di tifosi nerazzurri a Reggio Emilia e per la finale di Coppa Italia a Roma, ma a casa nostra sarebbe un’altra cosa“.

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