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Auguri anche a Drago, il portiere che batté gli azzurri di Sacchi

57 anni per il portiere catanese, che in nerazzurro resistette un’estate e una parte d’autunno prima di essere ceduto a Empoli

Il 6 aprile ’94, in maglia Pontedera (C2), difendendone i legni, batté (2-1) a Coverciano nell’amichevole pre-mondiale Usa l’Italia di Arrigo Sacchi. Ad allenarlo tal Francesco D’Arrigo, mister proprio d’impronta sacchiana. A segno Matteo Rossi e Alfredo Aglietti, Daniele Massaro per la bandiera. In porta lui, Giulio Drago. Che oggi compie 57 anni e passò anche dall’Atalanta, anche se pochissimi se lo ricorderanno. Sacrificato sull’altare delle liste suppletive del calciomercato, roba che se in autunno un club si pentiva di un’acquisizione estiva lasciava cadere altrove le foglie.

LA RUMBA DEI PORTIERI. Nella neopromossa 1984-1985 di Nedo Sonetti, artefice del ritorno in A dopo un quinquennio in purgatorio, senza contare l’inferno della C1 ’81/’82 con Ottavio Bianchi, c’era un esubero di portieri. Quello del rientro al piano di sopra, l’1 indiscusso, Mirco Benevelli. Paolo Bordoni, cresciuto nel settore giovanile. Drago, la meteora classe 1962 che condivide le candeline con Layun, arrivava dalla Cremonese. Dopo la sesta partita, gli occhiali ad Ascoli, 21 ottobre, la rivoluzione: titolare a Padova al posto della riservona Nello Malizia, Drago a Empoli dove nel 1986 avrebbe conquistato la massima serie, dentro Ottorino Piotti che al Milan era il separato in casa.

IL PORTIERE DEL MONDO. La massima serie se l’era in realtà conquistata in grigiorosso l’annata prima dell’approdo a Bergamo, con un certo Emiliano Mondonico in panchina. Sotto le Mura, 4 partite soltanto, sulle 5 (l’ultima, a Reggio Calabia col Palermo, fu di Benevelli) nel gironcino (G) di Coppa Italia: a Taranto (2-2) il 22 agosto, a San Benedetto del Tronto (0-0) il 26, col Cagliari (1-0) il 29 e infine il 3 settembre all’ombra della Maresana nel 2-2 (Boniek, Perico, Gentile e Briaschi) nella sfida alla Juventus, con cui era cresciuto vincendoci due campionati (1981-2) e lo stesso trofeo della coccarda (1983) pur senza mai giocarci in gara ufficiali. Nelle Orobie del pallone, insieme ai vari Soldà, Magnocavallo, Donadoni, Strömberg, Magrin e Pacione, solo le briciole.

DA AOSTA A PONTEDERA. Nato a Caltagirone il 25 giugno 1962, gli inizi di Drago tra i pali sono all’Aosta nel ’79. A Empoli la parentesi più lunga e proficua, fino al 1989, prima con Vincenzo Guerini e poi con l’artefice della prima grandeur con marchio Sammontana, Gaetano Salvemini, fino alla staffetta dell’ultimo anno cadetto tra Gigi Simoni e Ferdinando Donati concluso con l’amarissima retrocessione in C1. L’estremo difensore catanese proseguirà con Bari, un altro campionato e mezzo autunno al massimo livello da secondo di Alessandro Mannini e di Enzo Biato, per chiudere con Triestina, Pontedera, Empoli (con D’Arrigo; in seguito avrebbe allenato nel ruolo nel vivaio) e ancora Pontedera ritirandosi a 37… estati. Auguroni.

 

 

 

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