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Radu-Guarin, la leva dell’ottantasei. E il progetto Atalanta?

Stufi delle rispettive società, esperti e oltre la trentina. Il difensore laziale e il jolly che vuol tornare dalla Cina c’entrano con la politica societaria?

L’ultimo a offrirsi è Stefan Radu, terzino sinistro d’origine riciclato in buon centrale. Ed ecco la strana coppia di Ottantasei, inteso come anno di nascita, inaugurata nei corridoio del calciomercato da Fredy Guarin. Trentatré anni a testa, elementi che in termini di doti personali, adattabilità tattica in un paio di ruoli ed esperienza non dovrebbero suscitare moti di disapprovazione. Ma prendendoli per corroborare una rosa ancora vagamente acerba, non si rischierebbe di snaturare la ragion d’essere dell’ex regina delle provinciali che vuole provare a essere regina di coppe?

LA LINEA VERDE. O QUASI. Una volta c’erano Andrea Masiello, Rafa Toloi, Papu Gomez e qualche giovane ma non più giovanissimo di ritorno da anni in prestito da mettere sulla rampa di lancio. Era il progetto Atalanta della nuova era di Gian Piero Gasperini e, quanto a risultati e plusvalenze, non avrebbe potuto funzionare meglio. Al terzo anno sono arrivati il terzo posto e la Champions. Passando attraverso innesti di qualità tipo Josip Ilicic, certo, ma senza stravolgere del tutto l’impianto della politica societaria al riguardo. Al massimo snaturandolo un po’: al posto dei giovani del vivaio, gente come Robin Gosens presa all’estero per un tozzo di pane e performante, quando non addirittura futuribile. Vendere lui allo Schalke 04 per un ventino o anche meno sarebbe un successo anche più grande rispetto ai “sacrifici” multimilionari dei vari Gagliardini, Kessie, Conti, Caldara e Cristante. Il milanista di turno insieme ad Andrea Petagna, su cui s’è guadagnato tanto ma vendendolo a una squadra di fascia medio-bassa come la Spal.

DICA 33. Né il rumeno né la mezzala colombiana sono bolliti o in deficit d’efficienza fisico-atletica, anche perché 33 anni nel calcio contemporaneo non sono per forza l’età dell’imbocco del viale del tramonto. Sono coetanei di Masiello con situazioni differenti nelle rispettive società: la Lazio ad Auronzo di Cadore non vuole il primo; il secondo vuole dirsi addio con lo Shanghai Shenhua prima della scadenza naturale del 29 dicembre. Radu invece è sotto contratto fino al 2021, ma dopo 11 stagioni e mezza di onorato servizio l’ex Dinamo Bucarest può dire basta senza costare troppo a chi lo vorrà comprare.

LE CIFRE. Guarin costerebbe solo l’ingaggio, l’uomo di Bucarest uguale o poco più. Il primo ha detto trentatré il 30 giugno, l’altro lo farà il 22 ottobre. E di chilometri percorsi nelle gambe ad alto livello ne hanno parecchi. Il centrocampista cafetero ha all’attivo 493 match da professionista nei club conditi da 91 gol, compresa una dozzina di apparizioni all’attivo in Champions League (33 partite e 10 reti in Europa League). Il mastino biancoceleste, dal canto suo, 447 presenze e 9 palloni nel sacco, di cui 348 e 7 nei capitolini, con 1 partita su 3 in Champions disputata con quelli che sono i suoi colori dal gennaio 2008. Rinforzi da prendere al volo o da lasciare tranquillamente in balia delle onde del calciomercato?

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