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Gollini-Sportiello, i tifosi hanno già deciso

Le reazioni opposte del pubblico durante il saluto allo stadio non sono passate inosservate. Le gerarchie? Col Gasp le decide il campo

Gollini salta con la curva”, fischi e “Fiorentina vaff…”. Nessun coro ad personam, per carità, contro Marco Sportiello, il portiere redento dopo certe dichiarazioni non ancora perdonate del tutto da prestito alla Fiorentina e al Frosinone lungo le due stagioni e mezzo lontane dall’Atalanta. Ma le reazioni dei tifosi alla chiamata sul palco dei due numeri uno nerazzurri (in realtà, rispettivamente, il 95 e il 57), di segno chiaramente opposto, tutto sommato ricalcano le gerarchie nella rosa: Pierluigi Gollini, il Gollo, il guantato-rapper, dopo aver scalzato Etrit Berisha dai pali, tanto da farlo sbolognare alla Spal, dal figliol prodigo di ritorno deve guardarsi le spalle soltanto in caso di reiterati errori tecnici.

GOLLINI NUMERO 1. Il ’95 di Poggio Renatico, dalla sua, ha anche una migliore media gol subìti in rapporto alle presenze. Da gennaio 2017 fino all’ultima partita ufficiale, col ruolo di titolare conquistato di fatto solo nella seconda metà della scorsa annata, fanno 30 in 38 match. Sportiello, l’intoccabile dopo la cessione al Sassuolo di Andrea Consigli dal 2014 al 2016 (tre stagioni e mezzo, la prima da riserva), fino all’approdo di Gian Piero Gasperini, ben 115 in 88 allacciate di scarpe. Altri tempi, però, quelli in cui tra i legni poteva fare la voce grossa: era la piccola ninfa da salvezza di Stefano Colantuono e poi Edy Reja, non la Dea di Coppe.

SPORTIELLO CHIUSO? Il ’92 nativo di Desio e nato calcisticamente a Zibido San Giacomo prima di trasferirsi settenne nei Pulcini dell’Atalanta paga ancora lo scotto delle dichiarazioni gasperiniane a margine del Trofeo Bortolotti perso con l’Eintracht Francoforte l’8 agosto 2016. Il nazionale albanese sarebbe arrivato a Bergamo all’ultimo tuffo del mercato estivo, ma il rapporto di fiducia pareva già incrinato: “Se Marco pensa di andare a Napoli a fare la riserva di Reina, allora non è pronto nemmeno per fare il titolare qui”. Fine dell’incanto e posto perso in autunno. Ma il Gollo stesso non gli nega chances: “Marco è stato accolto in gruppo come se non se ne fosse mai andato veramente – le sue parole domenica scorsa post Renate a Clusone –, è un ragazzo bravissimo e umile che ha saputo mettersi subito a disposizione del gruppo. Il titolare per me non esiste, ognuno può giocarsi le sue possibilità”.

GOLLINI-SPORTIELLO, DECIDE IL CAMPO. “Le gerarchie? Le decide il campo”, una delle innumerevoli frasi della filosofia del Gasp. Che non ha mai comunque esitato ad alternare primo e dodicesimo in caso di tre impegni alla settimana. Sportiello e Gollini come livello tecnico non possono essere tanto lontani, anche se il primo ha sfiorato l’azzurro solo nell’Italia Under 20 di Lega Pro e in qualche stage del Club Italia senior. L’altro vi ha militato a lungo dall’Under 18 all’Under 21. Coi piedi, anche quando si tratta di spazzare da ultimo difensore, se la cavano entrambi. Quanto ai rigori, Sporty ne prese a Palacio e Higuain. Occhio: sarà un bel duello per indossare i guanti dal kick off, di scontato all’ombra della Maresana non c’è nulla.

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