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I primi 65 anni di Mutti. Profeta, ma non in patria

Mutti

Candeline per l’ex bomber di Trescore Balneario: tra i protagonisti della risalita dalla C1, sfortunato da allenatore. Una carriera piena di medaglie

16 gol, il doppio del partner d’attacco Carlo De Bernardi. C1, 1981-1982, Ottavio Bianchi in panchina. Bortolo Mutti da Trescore Balneario, oggi 65 anni, faceva il centravanti. Passato alla panchina, invece, sesto posto in B nel 1998-1999 (Cristiano Doni e Nicola Caccia le stelle) e retrocessione dalla A non evitata nel 2009-2010 (il primo la stella, Simone Tiribocchi il tiratore scelto), quando con lui l’Atalanta era al quarto tecnico: 22 punti in 20 giornate, contro gli 0 in 1 di Valter Bonacina, i 13 in altrettante gare di Antonio Conte e gli 0 nelle prime 4 di Angelo Gregucci. Uno spartiacque, comunque, visto che a giugno di 9 primavere or sono la società tornò dai Ruggeri ai Percassi dopo 16 stagioni.

NERAZZURRO, MA NON ATALANTINO. Fratello minore di Tiziano, difensore classe ’52, Mutti è un prodotto del settore giovanile dell’Inter. Costretto poi al giro d’Italia da carrierista con discreto senso della rete, 103 nei soli campionati da professionista. Mai più d’un triennio per maglia: a parte Bergamo, 112 partite e 29 palloni nel sacco (99 e 24 in regular season, 13 e 5 in Coppa Italia) partecipando al rientro al piano di sopra con Nedo Sonetti tecnico, compagni Roberto Donadoni, Marco Pacione, Marino Magrin, Domenico Moro e Gianpaolo Rossi fra gli altri, record di fedeltà personale con Brescia (1977-80) e Mantova (1984-87). Massese, Pescara, Catania, Taranto e Palazzolo, con ritiro a quota 35, le altre tappe.

MUTTI E SUPERPIPPO. Si deve a Mutti, ai tempi del Leffe, la rampa di lancio del piacentino (allora anche di cartellino) Pippo Inzaghi: 13 gol da diciannovenne nel 1992-1993 e passaggio in blocco all’Hellas Verona in B insieme ad Alessandro Furlanetto e Gianni Cefis, il mancino di Città Alta micidiale da fermo e negli assist a Superpippo. Poi, sempre da mister, Cosenza, il Piacenza tutto italiano, Napoli, ancora Cosenza, Palermo, Reggina, Messina (promozione in A nel 2004 e settimo posto), Modena, Salernitana, Bari, di nuovo Palermo, Padova e Livorno, 3 punti in 9 partite nel 2015-2016 nell’avantindré con Christian Panucci. Bortolo Mutti una traccia l’ha lasciata, anche se non a Bergamo. Pazienza. E soprattutto tanti auguri.

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