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Infortuni e calendari: settembre, la vendemmia del turnover

Al Gasp cambiare volto alla squadra ogni due per tre non piace. Ma tra condizione approssimativa e calendario il turnover è obbligato

Rosa corta e niente ribaltoni tra una partita e l’altra. Al massimo, quando sono tre in una settimana, panchina all’ultima allacciata di scarpe per chi per caratteristiche fisiche ci mette più tempo a recuperare. È la filosofia da tre anni a questa parte. Ma a Gian Piero Gasperini, fino al primo ottobre, il calendario impone un tour de force di scelte da centellinare al millesimo. Perché nella sua Atalanta la condizione è quella che è, anche se l’allarme rosso degli infortuni pare rientrato. E perché l’attende una lunga volata a cavallo con l’autunno, in cui il martedì o il mercoledì saranno ripieni come un bignè alla crema.

INFORTUNI E TURNOVER. In agosto ci s’è messo il menisco mediale di Timothy Castagne, costringendo la società a correre ai ripari al calciomercato, da cui è sbucato Guilherme Arana. Brillante nel finale di Parma contro il Torino, ma ancora da inserire negli schemi. Risultato? Superlavoro per Hans Hateboer e Robin Gosens, con l’alternativa a destra che latita in attesa del belga. In difesa, invece, noie muscolari per Rafael Toloi da martedì pomeriggio e, seppur minime, per José Palomino giovedì, quasi a fine allenamento. Roba che, nonostante all’antivigilia del Grifone abbiano lavorato tutti insieme, tra domenica col Genoa e mercoledì con la Dinamo Zagabria a Simon Kjaer, ennesimo sivigliano in nerazzurro, in gruppo in pratica solo dalla settimana post pausa, l’esordio a tappe forzate non lo toglie anima viva.

TURNOVER D’ATTACCO. Fossero solo le fasce e la retroguardia, a un motivatore e a uno stratega d’eccezione come il Gasp andrebbe ancora di lusso. Le prime due giornate pre sosta, insieme alle difficoltà nel trovare nuovi equilibri dietro, hanno evidenziato che a questo giro segnare più degli avversari sarà il vero valore aggiunto.il grimaldello per scassinare le casseforti più ostiche. Perché l’attacco non è mai stato così forte, completo e ricco di soluzioni. Ma Luis Muriel, per bocca dello stesso tecnico, non ha i novanta minuti nelle gambe. Non ne ha giocati nemmeno in maglia Colombia, difatti, titolare com’è stato col Brasile (doppietta su rigore auttoprocurato e diagonale su filtrante del compagno atalantino) per 58 minuti e quindi cambio col Venezuela (dal 71′). Duvan Zapata da intoccabile ne ha fatti 25 in più contro i verdeoro. Chi sarà più stanco?

COLOMBIA E SLOVENIA, TURNOVER DA MAPPAMONDO. I due Cafeteros possono anche offrire il destro alla formula della staffetta, col Ronaldito risolutore nel vernissage di Ferrara ma comunque precluso fin qui alla casacca dal kick off. Il contrario del Toro, che nonostante la doppietta, la seconda di fila di un colombiano in due turni, non ha avuto il potere di incornare lo stesso bovino in veste granata. E, tolto un Musa Barrow da derubricare a martelletto per rompere il vetro dei ruoli fissi in caso di emergenza, c’è Josip Ilicic, la Nonna, quello che fatica più di chiunque di fronte a un tris di portate su due fronti in sette giorni. Nelle qualificazioni europee con Polonia e Israele ci ha dato dentro full time, con assist per il raddoppio (di Sporar) il 6 settembre e quello per il rompighiaccio (di Verbic) nel 3-2 tre rotazioni terrestri più tardi.

IL CALENDARIO DA TURNOVER. Quale delle prossime tre sfide dovrebbe saltare l’asso di Slovenia? Il guaio è che in un calendario a maglie fitte, a breve termine, l’infrasettimanale è uno scoglio a rischio di incaglio pure in serie A. Pronti: il 18 si va a Zagabria (Josip ha sangue croato), il 22 a Parma arriva la Fiorentina, confronto da ex che non si perderebbe per nulla al mondo, il 25 c’è la Roma, il 28 (sabato) la trasferta-bis col Sassuolo, a inizio ottobre si viaggia a Donetsk. Il Lecce, invece, inaugurerà la rinnovata casa atalantina, il 6 ottobre, settima giornata, tutti al Gewiss Stadium e guai a chi lo tocca. Quindi la seconda pausa per le nazionali e si riprende il 19 in casa della Lazio. Per un altro tour de force da turnover obbligato, una storia che si ripete. In bocca al lupo, Gasp.

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Basta vincere. Poi un infortunio in più o in meno cambia nulla. Sono abbastanza e i primavera possono dare una mano 🤚 se necessario.

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Non x tirarla io lo avevo detto che in difesa sono in pochi,visto che tolti e palomino spesso infortunati

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quale turnover?hanno preso 3 giocatori e dato in prestito le riserve….

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