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Auguri a Magoni, l’Oscar nerazzurro

52 anni oggi per il selvinese Oscar Magoni, fratello della campionessa di sci Paoletta e atleta poliedrico. Da Lippi a Mazzone, che soddisfazioni

Oscar Magoni, sciatore e tennista provetto oltre che maestro nei due sport, nel calcio capitò quasi per caso con una bella gavetta da dilettante, eppure si ritrovò all’Atalanta per decollare verso un’ottima carriera soprattutto da cursore. Il diesse (da un triennio) del Renate compie oggi 52 anni e può andare fiero dell’esperienza in nerazzurro, dove capitò tra la fine dell’Antonio Percassi atto I e lo start della presidenza d’Ivan Ruggeri. Un metro e settanta per settanta chili di atleta d’acciaio con capacità polmonari e di corsa infinite, fratello di Paoletta, oro olimpico di slalom speciale a Sarajevo nel 1984, Magoni nel 1992 piovve dal cielo della C2 da neopromosso in C1 col Leffe di Bortolo Mutti, dopo essersi formato col “Mago di Lallio” Luigi Bresciani a tiro degli esordi con Selvino e Romanese (1986-89).

TRE STAGIONI, TRE GOL. Magoni diventa jolly, preferibilmente di fascia, con Marcello Lippi, che porta la truppa a un passo dalla qualificazione in Coppa Uefa. La stessa che l’uomo di Selvino, esterno o mediano di gamba, corsa fosforo, avrebbe assaggiato – causa cessione a gennaio sul Golfo – nel Bologna di Carletto Mazzone (1996-98) nell’ottavo di ritorno di Siviglia col Betis, qualificato grazie all’Intertoto vinta sul Ruch Chorzow dopo la semifinale fratricida con la Sampdoria dell’ex compagno Fabrizio Ferron. 3 imbucate in 89 presenze atalantine: il 3 gennaio ’94 nell’illusorio successo per 2-1 nella tana dell’Inter (la coppia Valdinoci-Prandelli, subentrata a Guidolin, non evitò la B) e, in cadetteria, nell’1-1 a Lucca il 18 dicembre dello stesso anno più nel 2-0 casalingo all’Udinese del 14 aprile 1995.

DI NUOVO LONTANO DA BERGAMO. Alla promozione con Emiliano Mondonico seguono il Genoa, la via Emilia, il Napoli, l’Ancona, la Triestina, il Ravenna e la Nuova Albano per appendere le scarpe al chiodo a 38… autunni. Da allenatore, parabola corta: Vigevano, Isola, Renate a due riprese, Lecco, Colognese, Tritium, Sambonifacese, Ciserano e Pro Sesto, tra subentri ed esoneri. Carattere esuberante da bergamasco di valle, fosse un uomo da compromessi avrebbe avuto solo porte spalancate. Ma gli sta bene anche la Brianza, da dirigente, purché nerazzurra anche quella. Auguri.

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