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Lo sfogo di un tifoso che non ha potuto entrare allo stadio

Un problema di tipo tecnico gli ha impedito di essere allo stadio, ora sfoga la sua rabbia sui social

Circola nelle ultime ore su Facebook lo sfogo di un tifoso restato fuori dai cancelli del Gewiss Stadium sabato per via di un problema tecnico. Il motivo del tutto sarebbe riconducibile al mancato caricamento del biglietto sulla Dea Card. Riportiamo il testo della missiva, rivolta soprattutto ad un’anonima persona che cura gli aspetti relativi alla biglietteria.

 

“Lettera aperta al Signor M
Grumello del monte,
Caro signor M, abbiamo avuto una accesa discussione sabato e, non le nascondo che provo ancora un forte senso di disgusto per quello che e successo a me e alla mia famiglia riguardo il mancato ingresso allo stadio per Atalanta-Juve. A casa ho verificato i passaggi della transazione dell acquisto. Risultava conclusa, il pagamento effettuato
poi non so cosa sia mancato e, francamente, ora non me ne importa. Comunque la banca ha stornato la quietanza.
Innanzitutto mi è inizialmente stato impedito di seguire mia moglie e mia figlia alla biglietteria perchè avevo gia passato il tornello. Già questa cosa mi ha infastidito: mia moglie non è mai entrata in uno stadio, non è di Bergamo e mio malgrado sono stato costretto ad abbandonarla , insieme a mia figlia di 10 anni, in mezzo a tutta quella confusione e sotto il diluvio.Ho provato un forte senso di impotenza, nessuno steward si prendeva la responsabilità di farmi uscire.
poi piu passava il tempo, più le notizie che mi mandava mia moglie erano sconfortanti. Infine, sentire aldilà del telefono mia figlia piangere disperata in mezzo alle proteste degli altri tifosi alle prese con problematiche più o meno simili, mi ha fatto ribollire il sangue.Solo allora arriva uno steward con gillet arancio che con garbo mi aiuta e mi accompagna alla biglietteria dove ho trovato le mie signore sotto il diluvio,smarrite e impaurite, mia figlia choccata, tanto da dirmi “non vengo più”…Nel frattempo se ne era andata un’ora e per giunta al botteghino avevano anche trattenuto le tessere di mia moglie e mia figlia. Inoltre le stesse facce smarrite e impaurite le leggevo sui volti dei ragazzi dentro il botteghino , abbandonati a se stessi a sbrogliare un situazione che diventava sempre più complicata.
E la piccola folla di tifosi era sempre più irrequieta.. Tutti a subire la Sua assenza. Quando ho visto arrivare Lei, caro signor M, all’alba delle 14,55, non mi sarei mai aspettato di essere trattato come truffatore o un delinquente.
Mi sarei aspettato una persona che risolvesse un problema e magari le scuse per aver abbandonato due signore, una di 10 anni, sotto il diluvio, nello sconforto di non vedere la partita piu importante del campionato e soprattuto abbandonate e costrette a restare in quella bolgia, perche i documenti erano stati trattenuti.
Ironia della sorte, proprio nella giornata in cui in campo le due squadre sfoggiavano un tatuaggio rosso dedicato alla violenza e al maltrattamento delle donne…
Invece, mi sono scontrato con una persona arrogante e scortese,mi ha sbattuto la porta in faccia signor M,
e l’univa cosa sapeva dire era che per una manata sulla porta avrebbe potuto anche vietarmi l’ingresso per sempre allo stadio. E mi ha insultato dicendomi che mi avrebbe rimborsato personalmente. Mi creda, per me è un insulto.
no Caro Signor M., io non so quale sia il suo compito preciso, ma so che lo svolge nel peggiore dei modi.
per il semplice motivo che Lei non ha capito l’Atalanta. Non mi riferisco alla squadra, al team, parlo del popolo dell’Atalanta. Noi che la seguiamo ovunque sempre anche da lontano, con la passione. Io le avrei pagato altre 85 euro per entrare, io che dal 1976 seguo assiduamente la Dea senza mai avuto problemi con nessuno,e prima ancora sporadicamente quando mio nonno eludeva mia madre e si faceva 10 km con me a cavallo del canotto di una bici, pedalando con una gamba di legno. Lei non sa cosa sia la passione di uno che si fa 1000 km in auto da solo per vedere Bari Atalanta, o che sale sulla statua del quartiere per metterle la maglia della Dea a coronazione di una promozione in A, o tanti altri episodi di passione, signor M. Perchè l’Atalanta è passione. Lei non mi ha restituito i soldi di un paio di scarpe comprate all’Orio Center, lei ha calpestato la mia passione signor M. Lei mi ha dimostrato questo, ma Lei è riuscito in 2 minuti in un’ impresa ben peggiore,
farmi odiare l’Atalanta
Ora non credo che possa ricevere scuse da Lei, e francamente non mi interessa, ma questa faccenda la renderò nota sui social e alla società. E per quanto riguarda la mia Dea card non si preoccupi, io li non ci vengo più
con rabbia e con amore”

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