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Il mercato e l’identikit della punta: tormentone social

Il mercato di riparazione atalantino è già iniziato nel dibattito e nelle ipotesi in rete. Mentre il Gasp aspetta la punta, anzi il vice Ilicic, i social pullulano di identikit

Ci mancavano pure gli identikit della punta da puntare a gennaio. Come se un’Atalanta agli ottavi di Champions League e alle soglie di una chiusura di bilancio da 200 milioni, per rafforzarsi, avesse la necessità impellente di porsi dei limiti quanto a età, parametri di prezzo e di ingaggio o quant’altro. Eppure la questionaccia del mercato di riparazione, oltre a sollevare ipotesi e suggestioni del tipo Mario Mandzukic (idea de Il Giorno, e chi non lo porterebbe a Bergamo caricandoselo sulle spalle?), sta tenendo banco in rete, leggi social network, proprio a suon di ritratti ideali di ciò che servirebbe. Col punto di domanda al posto del volto sulla sagoma.

UNA PUNTA DA IDENTIKIT. Che serva uno lì davanti, visto che Duvan Zapata e ultimamente anche Josip Ilicic hanno dimostrato la non industruttibilità degli eroi, è scontato. Negli identikit che circolano, però, prevale la descrizione della controfigura del Toro di Cali. Con tanto di costo massimo del cartellino, come se la formula del prestito, anche semestrale, fosse scomparsa dalla faccia della terra. Ma Gian Piero Gasperini è dall’estate che chiede alla società uno che faccia le veci dello sloveno, oltre a Rodrigo Palacio o qualcosa che gli somigli.

I LIMITI DEGLI IDENTIKIT. Altro che “24-27 anni al massimo” come sembrano recitare i ritrattini di cui sopra, buoni per la vecchia Atalantina, quella che si accontentava senza nemmeno poter sognare. Al Gasp non gliene frega niente della carta d’identità, vuole gente che sappia giocare e incidere, come El Trenza gli ha dimostrato proprio domenica, da gran campione e professionista qual è. Vogliamo assecondare l’identikit? Pronti, Victor Osimhen del Lille, nigeriano del 1998, 1 e 85 di statura, coi suoi eliminati dalla regina di coppe nel girone del Valencia, prossimo avversario dei nerazzurri. Che abbia segnato al Mestalla può bastare? Peccato che i francesi l’abbiano preso a 12 milioni dal Wolfsburg dopo l’annata a titolo temporaneo nello Charleroi. Un nome in orbita da mesi, accostato alla Dea un giorno sì e l’altro pure. A gennaio è sempre tardi per cucire le toppe sugli sbreghi. E non resta che rifarsi coi Gianluca Politano o con le sottomarche. L’importante è che costino poco.

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