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Auguri a Conteh, dall’Atalanta al Bagnatica

42 candeline a San Silvestro per il difensore della Sierra Leone, ormai bergamasco adottivo, che si diverte a giocare ancora a Bagnatica. Per lui poca Atalanta

42 primavere, anzi inverni, divertendosi a mettere la museruola agli attaccanti altrui. In maglia Bagnatica, per la seconda stagione di fila. Poco, per uno sdoganato dall’Atalanta nel calcio che conta salvo restarci a due riprese senza sfondare. Molto, per uno come Kewullay Conteh, cui la vicenda del calcioscommesse non ha mai rovinato il piacere di prendere a calci un pallone. Il 31 maggio di 7 anni fa, il patteggiamento con la Procura federale a 20 mesi. Oggi, calciatore ancora nei ruoli Figc, da dilettante felice, con Pradalunghese e Ghisalbese alle spalle come anche due tornate prive di fortuna nel nerazzurro targato Bergamo.

CONTEH SENZA BLASONE ALL’ATALANTA. Nato a Freetown a San Silvestro, il difensore centrale ha nel curriculum pre atalantino il Ports Authority in patria e due club svedesi, il Cafè Opera di Stoccolma (di proprietà dell’italiano Alessandro Catenacci) e lo Spanga. Nel 1995/96, Emiliano Mondonico in panchina e concorrenza di Boselli, Montero, Valentini e Zanchi, frenato dalla malaria contratta in nazionale (120 match e 2 reti, in Italia 3 palloni in porta in B): l’esordio dal 71′ al posto dell’ultimo della serie nel ko di misura a Firenze il 20 aprile ’96, più l’1-3 in casa con la Lazio 8 giorni dopo da titolare. 2006/07, Stefano Colantuono allenatore, Carrozzieri-Loria-Talamonti a chiudergli la strada: dal 1′ nel terzo turno di Coppa Italia perso 3-2 ai supplementari a Trieste (Innocenti lo rimpiazza al 105′) il 27 agosto 2006 e cambio (88′) per Ferreira Pinto nel 3-1 casalingo all’Ascoli alla prima giornata (10 settembre 2006).

CONTEH AL GIRO D’ITALIA. Tra un’esperienza e l’altra nella Dea neopromossa, Conteh fa il giro d’Italia tra Chievo, Venezia (promozione con Cesare Prandelli) e Palermo, prima di tornare a Bergamo all’AlbinoLeffe nell’annata Gustinetti-Madonna della A sfiorata ai playoff contro il Lecce e nella successiva (2007-2009). Quindi, nel Grosseto del Gus (sostituito da Maurizio Sarri) in blocco con Acerbis, Carobbio e Joelson, e nel Piacenza di Mindo, Damiano Zenoni e Gervasoni implicato nella combine con Cristiano Doni nella famigerata partita dei due rigori (più gol di Ruopolo) di Bergamo. Risultato? Retrocessione in Lega Pro dopo il doppio playout con la Celeste del Mondo. Dal 2014, a pena esaurita, la nuova vita cominciata alla Rivoltana seguendo poi il diesse Bruno Sesani anche in bassa Valseriana. Ma adesso è un uomo di pianura, lui che è di casa a Grassobbio. Auguri.

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