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Auguri a Molina, il modello-meteora mai più tornato dai prestiti

Auguri di Capodanno al neo ventottenne Salvatore Molina, che nel luglio 2014 fece il modello per le nuove maglie all’epoca di Colantuono e adesso è stabilmente un giocatore da serie B a Crotone

Una discreta carriera da pro con 211 partite e 12 palloni nel sacco, più 7 presenze nell’Italia Under 21, davanti ai sogni sfumati senza un perché, non è consolatoria. Una mattinata da modello, indossando la terza maglia, quella tutta arancione, al Roof Garden di Bergamo, 9 luglio 2014. Poi il regalino: 4 presenze in campionato con Fiorentina, Juventus, Sampdoria e Sassuolo, le ultime due da titolare, più quella da 90 minuti pieni n Coppa Italia il 3 dicembre successivo contro l’Avellino, una maglia che sarebbe diventata la sua. L’alfa e l’omega dell’avventura di Salvatore Molina, prodotto del vivaio, centrocampista di fascia, nella prima squadra dell’Atalanta. Oggi il ragazzo di Garbagnate Milanese, oltre ai 28 inverni anagrafici, compie anche il primo anno e mezzo nel Crotone, in serie B. Nel 2018 la cessione definitiva. La sua dimensione, ormai, è la cadetterìa: dopo la radiazione dei Lupi d’Irpinia dai campionati professionistici, da Zingonia l’okay per la cessione definitiva dell’uomo dai prestiti infiniti.

MOLINA, QUANTI PRESTITI. Una meteora al piano di sopra, visto che la cessione temporanea al Carpi nella sessione invernale del 2015 interruppe un sogno accarezzato troppo in fretta e in furia da Molina, giocatore dal tocco pulito ed essenziale dalla grande corsa e dal buon fisico. E pensare che all’epoca il suo contraltare a sinistra, anzi quello che gli sbarrava il passo da riservona da quel lato, era un certo Leonardo Spinazzola, non ancora reso famoso dalla cura del Gasp. Stefano Colantuono, allora padrone della panchina, se ne sarebbe andato all’inizio di marzo, sostituito da Edy Reja. Per dire di cosa significasse, all’epoca, lanciare i giovani: la botta e via. Come quella di Salvatore, già reduce dai prestiti a Foggia (allenato nella stagione precedente dal suo mentore Valter Bonacina), Barletta e Modena dal 2011 al 2014 partendo dalla Prima Divisione, attuale serie C unica, allora C1. Unico vero momento di gloria, il rigore procurato (falletto di Chiellini) contro la Juve in casa il 27 settembre 2014: Gigi Buffon abbassò la saracinesca su German Denis, finì 0-3 e buonanotte.

LA METEORA MOLINA. La teoria a titolo temporaneo sarebbe proseguita a Cesena, Perugia e appunto Avellino, da cui il ragazzo tornò per sei mesi dal gennaio 2017, restando sempre a guardare mentre San Gian Piero da Grugliasco era a metà della sua prima opera, per una distonia muscolare mai chiarita completamente. Tutte colonie atalantine, i prestiti: in Daunia con lui c’erano Alessandro De Leidi, Fabio Meduri (compagni nel settore giovanile nerazzurro) e Christian Tiboni; a Barletta i primi due; sulla via Emilia, in gialloblù, Doudou Mangni e in biancorosso Valerio Nava ed Emanuele Suagher; in Romagna Mattia Caldara, Daniele Capelli, Stefano Lucchini, Gabriele Perico, Franck Kessie, Luca Valzania, Valerio Rosseti e Federico Varano; in Umbria Alessandro Santopadre (solo cartellino), Gianluca Mancini (allora non preso, lo sarebbe stato a gennaio 2017), Spina, Matteo Ardemagni e Rolly Bianchi; in Campania, Anton Kresic, ancora Suagher e Ardemagni e l’ecuadoriano Alfredo Cabezas. Una meteora, proprio come lui. Tanti auguri. Ah, a Crotone c’è pure Luca Vido… un altro dei prestiti esterni, come lui.

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