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L’Atalanta è una macchina da gol. E il numero di attaccanti non c’entra

atalanta-roma

Robin Gosens a quota cinque in campionato, sei in totale: in un solo dato, il segreto e la forza di un’Atalanta che ottiene gol anche da ex terzini o tuttocampisti come il Papu Gomez

48 in campionato suddivisi tra dodici giocatori diversi, 8 distribuiti tra sette in Champions League. La macchina da gol chiamata Atalanta, a dispetto della prossima uscita di Musa Barrow (ancora a secco e tale rimarrà) dalla finestra di riparazione, non è legata al numero di attaccanti in rosa. Perché esistono congrui bottini provenienti dalla corsia o comunque da lontano. Per esempio, tra la sorpresona di stagione Robin Gosens, cinquina piena convergendo da mancina nella massima serie e ciliegina in Europa a Kharkiv contro lo Shakhtar per mettere il bottiglione degli ottavi in ghiaccio, e il tuttocampista Papu Gomez, ormai quasi sempre tra le linee col dovere supplementare di tenere a bada il portatore di palla e a volte anche il fantasista avversario, vedi giallo speso sul fresco ex da plusvalenza Dejan Kulusevski contro il Parma quasi al limite dell’area.

L’ECCEZIONE BOLOGNA. SENZA ATTACCANTI. La contemporanea assenza del lungodegente Duvan Zapata, sei in A più la zuccata dell’illusione agli ucraini all’andata a San Siro, del capitano argentino e di Josip Ilicic di fatto ha giocato un brutto scherzo soltanto a Bologna, con un’inopinata sconfitta a dispetto della miriade di occasioni create. Perché la creatura di Gian Piero Gasperini è così: al gioco e alle grandi manovre spingendo a tavoletta non si rinuncia. Anche se in campo come unica punta pura deve andarci il solo Luis Muriel, decina piena (4 su rigore, uno su punizione con la Lazio) da capocannoniere di squadra in regular season e apripista dal dischetto contro i croati nel retour match in casa in occasione della prima vittoria nella regina delle coppe.

I GOL SENZA ATTACCANTI. Complessivamente, nella competizione entro i confini nazionali, anche considerando il Papu un “avanti” i gol dei non attaccanti sono un terzo del totale, dato aggiornato ovviamente alla penultima giornata del girone d’andata. 16 su 48. A fronte dell’unicum di Amad Traore (classe 2002) contro l’Udinese, dei 10 di Muriel, dei 9 di Ilicic, dei 6 di Duvan e della stessa quota dell’uomo con la fascia al braccio, la maggior parte del bottino dai reparti più indietro spetta alle corsie: 5+1 di Gosens e 1+1 di Timothy Castagne, autore del 2-2 da fuori contro la Fiorentina a Parma e del rompighiaccio anti Shakhtar.

ATTACCANTI A CENTROCAMPO. Il centrocampo, nella mente del guru di Grugliasco, è qualcosa di troppo complesso per passare per monolite. Eppure, tra frangiflutti, smistamenti, lanci in verticale e inserimenti, c’è trippa anche per i gatti del caso. 1 per Marten de Roon (Roma) e 2 per Remo Freuler (Napoli e Parma), ossia i mediani puri; nella fase più avanzata, anche se il croato in pratica è il jolly per eccellenza e spesso sostituisce lo svizzero, un paio per Ruslan Malinovskyi (Verona e Bologna) più il rigoricchio di Manchester) e 4+2 (doppietta a Brescia, City e Shakhtar puniti) per Mario Pasalic, spesso conteggiato nel novero degli attaccanti quando dibattendo di calciomercato ci si interroga sulle esigenze di un Gasp che ne parla sempre (“Con un attaccante in più come alternativa dalla panchina, magari, certe partite non le avremmo perse e nemmeno pareggiate”). Sarà che senza palla si muove come uno del mestiere. L’incornata per l’1-1 a Milano coi Guardiola-boys, smarcandosi dal nulla,

I GOL DELLA DIFESA. Anche il pacchetto arretrato, peraltro, quando può non lesina. Ma a questo giro le palle inattive dicono male, per ferire partendo da lontanissimo occorre appoggiare l’azione e anzi parteciparzi attivamente. Il matchball contro l’Hellas in una partita a inseguimento è toccato a Berat Djimsiti, per di più di piede, concludendo da bomber provetto. Di testa, fin qui, è stato soltanto per tenere a bada gli spioventi altrui. Con Mattia Caldara, 10 in 66 presenze da atalantino con un record personale di 7 nel campionato 2016-2017, la pratica sarebbe risolta. Mercato dei sogni, dove sei?

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