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Il rapper Eleven racconta la passione per Ilicic: “Lo seguo da anni”

Giovane artista bergamasco, in passato ha dedicato un brano al fantasista sloveno

Vi avevamo raccontato l’uscita di un singolo dedicato a Josip Ilicic lo scorso giugno (LEGGI QUA) da parte di un giovane artista bergamasco, il rapper classe 1993 Filippo Fidanzio, in arte Eleven. Ai nostri microfoni racconta il motivo della sua ammirazione per il fantasista sloveno e ci racconta alcuni temi legati al genere musicale nato negli anni ’80 a New York.

Ciao Filippo, racconta in breve chi sei e come nasci a livello artistico ai nostri lettori.

“Ho sempre vissuto a Bergamo e ho sempre mostrato una grande passione per il rap, che è sempre stata la mia passione principale. Crescendo e vedendo tanti concerti ho girato tanto, anche a Milano. A 22 anni ho iniziato a scrivere, anche perchè mi sentivo maturo e con il giusto rispetto per la cultura rap per farlo. Ho iniziato a scrivere innanzitutto per me stesso, perchè è una cosa che mi fa stare bene. Il mio sogno è che che un giorno questo possa diventare la mia vita, come penso valga per chiunque per quel che riguarda i suoi sogni”.

Come nasce la tua passione per il calcio?

“Mi sono appassionato al calcio grazie al Fenomeno Ronaldo. Tutti in famiglia sono atalantini. Ricordo di aver vissuto lo stadio già da piccolo, sin dai tempi del famoso spareggio per non retrocedere contro la Reggina di Cozza. Vedere che una città come Bergamo aveva questo affetto per la squadra mi ha sempre colpito: davvero inesauribile. Penso proprio per questo che si meriti i traguardi che attualmente sta raggiungendo, è bello vedere la gente così contenta. Il calcio unisce qualsiasi persona, anche perchè è un qualcosa di cui si può parlare in ogni momento e in ogni contesto. Il rap è come lo sport, perchè è competizione e richiede testa. Ha senza dubbio analogie con il calcio e lo sport…”

Nello scorso giugno hai dedicato una canzone ad Ilicic. Come mai sei così appassionato del 72 nerazzurro?

“Seguo Ilicic da quando giocava nel Palermo. Ha un’eleganza come pochi, ha avuto un po’ di problemi di discontinuità ma è stato uno dei più grandi in Serie A negli ultimi dieci anni. E’ un ragazzo non granchè in vista, forse anche per questo è stato spesso sottovalutato. Già quando Gianluca Di Marzio diede la notizia del suo trasferimento ormai due anni e mezzo fa ero felicissimo, prima ancora di vederlo giocare. Il fatto di mostrare tutto il proprio valore è sinonimo di rivalsa, e può collegarsi anche ai tempi della musica e della cultura rap. A me il rap ha aiutato tantissimo quando avevo problemi di salute, sia fisici che non. Il fuoco del rap è la motivazione e incita sempre a esprimere il proprio talento. Il mio obiettivo ed il mio sogno è quello di poter diventare un piccolo riferimento per chi mi ascolta. Non so se lui ascolterà questo brano un giorno, ma se questo dovesse avvenire ne sarei onorato”.

Una novità assoluta per il mondo del calcio italiano è stato il singolo pubblicato da Gollini un anno e mezzo fa. Una bella iniziativa, che forse solo chi non è particolarmente aperto a certi cambiamenti non ha apprezzato…

“Conosco Retraz, che ha collaborato con lui per il pezzo e la cosa mi ha reso felice per Fabio. Gollini è un ragazzo giovane ed ha un’etica del lavoro fortissima, che non tutti hanno. La gente si ferma spesso all’apparenza, ma la stessa canzone è un segno di personalità: uscire dalla propria zona di confort e fare qualcosa di diverso è bello, così come l’attaccamento a Poggio Renatico. Grande Gollo!”

Chiudiamo con una domanda più improntata sul rap. Spiega a chi ci legge e non conosce la cultura rap come mai sarebbe da conoscere meglio.

“Questo è un argomento vastissimo. Il rap è una lente di ingrandimento su quel che accade nella quotidianità, anche se oggi per fortuna c’è un importante vastitià di artisti e tutti riescono ad esprimersi. Nel mio caso è una passione ed un qualcosa che ho dentro: diversamente non so se riuscirei ad esprimermi nello stesso modo. Da piccolo tutti i testi che ascoltavo mi hanno trasmesso qualcosa, io voglio provare a fare lo stesso. Con la giusta curiosità ed apertura si può poi esprimere sè stessi in maniera introspettiva, senza fermarsi solo e soltanto alle apparenze. Sicuramente è un genere musicale che dice tanto sull’epoca in cui viviamo”.

A Filippo l’in bocca al lupo per ogni sua futura avventura, ringraziandolo

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