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Primavera: in Coppa Italia la Roma a pranzo

Occhio al malloppone indigesto dopo il 3-3 in campionato: la Roma di Alberto De Rossi stenta in regular season, ma è pur sempre un ostacolo storicamente molto ostico

Metti la Roma a mezzogiorno, cercando di farti scivolare il malloppone a pranzo in Coppa Italia giù dallo stomaco. Soprattutto in quota ricordi, perché il quarto di Coppa Italia Primavera di mercoledì, al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, ha un macigno all’orizzonte: il ricordo del 3-3 da inseguimento in campionato al “Tre Fontane” del 10 novembre scorso, fin qui unico precedente stagionale fra le contendenti. Solo che l’Atalanta, ai tempi, giocò praticamente a colazione: kick off alle ore 10 della domenica mattina.

COPPA ITALIA, LA ROMA A PRANZO. Da un risveglio tormentoso a base di caffè e pallone, insomma, al pranzo di lavoro del mercoledì nella Bassa bergamasca e in più al freddo. In palio ci sono le semifinali (5 e 19 febbraio) contro la vincente di Hellas Verona-Frosinone, che domani comincerà appena mezzora prima. La Lupa guidata dal papà d’arte Alberto De Rossi, grande gentleman del nostro calcio giovanile e soprattutto una delle migliori levatrici di talenti in erba, a campi invertiti in regular season, prima di cedere nel confronto a distanza in classifica (42 a 27, primo posto contro quarto, dopo 16 giornate), diede filo da torcere alla creatura di Massimo Brambilla.

DAL TRE FONTANE A ZINGONIA: LA ROMA DI DE ROSSI. Per tre volte in vantaggio, raggiunti altrettante: i nerazzurrini, in vetta in campionato e agli ottavi di Youth League, persero proprio nella Capitale i primi due punti entro i confini nazionali, circostanza poi ripetuta con Torino e Sampdoria a cavallo del giro di boa. Al “Tre Fontane”, tra le brume autunnali, segnarono Ebrima Colley da calcio di punizione, Nicolò Cambiaghi dal limite e Manu Gyabuaa su assist di Niccolò Ghisleni, trovando ogni volta la risposta, l’ultima su rovesciata allo scadere, di Riccardi, Sdaigui di testa e Tall. Arbitra Paolo Bitonti di Bologna; assistenti Federico Pragliola di Terni e Luca Valletta di Napoli.

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