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Matteo Brighi dice 39. La riserva in mezzo di Colantuono

Nella primavera scorsa il ritiro, ancora da mestierante in serie A, del centrocampista riminese Matteo Brighi, meteora nerazzurra nel 2011-2012

Spegne le candeline a San Valentino, e sono 39, uno che il matrimonio col pallone l’ha appena lasciato alle spalle. Matteo Brighi ha concluso nella primavera del 2019, in serie A, in chiusura dell’anno e mezzo pieno ad Empoli, una carriera da professionista lunga 41 reti, 560 partite e ben 13 maglie (43 in 611 azzurro compreso). Una di queste a Bergamo, nella stagione 2011-2012 durata 11 match di cui 8 da titolare e poi via, al Torino, inizialmente da prestito dalla Roma perché il cartellino era giallorosso e non è che a Stefano Colantuono un mediano afflitto dalla pubalgia servisse granché: i titolari lì in mezzo erano Luca Cigarini in regìa e Carlos Carmona, il “Siete Pulmones” cileno, a supporto.

BRIGHI, LA RISERVA DEL COLA. Chiamato a rimpinguare nel reparto la rosa del Cola, in un’Atalanta risalita di fresco nel massimo campionato, il riminese purosangue Brighi arrivò senza certezze di un impiego continuativo. C’erano, infatti, anche Simone Padoin e Fabio Caserta, poi ceduti a gennaio alla Juventus e alla Juve Stabia, più l’addizione d’inverno Riccardo Cazzola. Meno 6 per Scommessopoli, 52 punti sul campo, lui da rincalzo. Del resto era già logoro, vedi lesione al perone destro sofferta l’8 maggio col Milan.

BRIGHI, IL CALCIO DI FAMIGLIA. Matteo, secondogenito di una dinastia di cui Marco è il solo altro noto al grande pubblico, cresciuto nel Grotta Rossa e nella Stella San Giovanni, approdò quindicenne al Rimini. Incontrista dal moto perpetuo e di piede educato, finì alla Juve che l’avrebbe parcheggiato a Bologna, Parma e Brescia. Nella Capitale, a titolo di parziale contropartita per il Puma Emerson. Quindi il parcheggio al Chievo con comparsata in Champions e Uefa nel 2006-2007 della retrocessione (Bepi Pillon e Gigi Delneri in panca) come moneta di scambio per Perrotta, la Lupa ancora con la Champions da tris (doppietta al Cluj e firma contro il Bordeaux), la Dea e il Torino che nell’estate 2013 lo compra, il Sassuolo, il Bologna e il Perugia.

BRIGHI E LA BACHECA. Brighi ha mietuto diversi trofei in carriera. Supercoppa Italiana 2002 in bianconero e 2007 in giallorosso accoppiata alla Coppa Italia 2008, campionato europeo Under 21 a Germania 2004, Oscar del Calcio dell’Associazione Italiana Calciatori come miglior giovane nel 2002, 4 presenze in Nazionale, 35 e 2 reti in Under 21, 5 in Under 20 e 3 in Under 18. Fosse poco. Tanti auguri.

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Ultimo commento: "Ero un ragazzino abbonato ero a Genova allo spareggio e Gusto era il mio idolo giocate fantastiche e pazzie Gusto era così prendere o..."
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