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Auguri anche ad Assennato, la meteora della difesa

Compie 48 anni Pietro Assennato da(l) Palermo, uno che nell’Atalanta ha lasciato ben poche tracce in difesa. Per poi ritornare alla base e iniziare un mini giro d’Italia

Oggi, 19 febbraio, gli auguri non vanno solo a Berat Djimsiti. Bensì a uno che per la causa non ebbe l’occasione di fare granché. L’annata era già storta di suo, con la strana coppia Cesare Prandelli-Andrea Valdinoci, leggi mente e patentino, a sostituire in panchina il troppo futuristico e spregiudicato (allora) Francesco Guidolin. Figurarsi se Pietro Assenato, 48 anni appena compiuti, terzino di riserva piovuto da(l) Palermo a novembre dal cielo delle liste suppletive, avrebbe potuto raddrizzare un 1993-1994 tanto storto per l’Atalanta da determinare prima le dimissioni di Antonio Percassi dalla prima presidenza (24 febbraio 1994) e quindi la retrocessione a piombo in serie B.

ASSENNATO, RISERVA E METEORA. In difesa il destro siciliano si trovò davanti Mauro Valentini, al limite anche Andrea Poggi (altro innesto autunnale) ed Emanuele Tresoldi (ceduto in inverno) a sinistra. In mezzo, accanto al mitico Paolo Montero, Simone Pavan, Nicola Boselli e Tebaldo Bigliardi (ibidem). Risultato? Titolare nell’ottavo di andata (a Bergamo) e ritorno di Coppa Italia col Torino (0-3 e 0-0), cambio in corsa due volte in un campionato già andato a remengo alla decima nella cinquina sporca di Lecce a fine ottobre ’93: il 2 aprile ’94 dall’85’ per Domenico Morfeo nell’1-1 casalingo con l’Udinese e il 24 dello stesso mese nella sconfitta per 2-1 col Genoa a Marassi, quando Valentini gli lasciò campo libero al 25′ per infortunio.

ASSENNATO, DAL PALERMO ALLA ROMAGNA. Solo otto panchine il resto del palmarès atalantino di Assennato, svezzato diciassettenne nel Palermo con intermezzo nel Nola (1991-1992) e tornato in rosanero dopo aver smesso il nerazzurro. Spal, Atletico Catania, Martina, Foggia, Centese e Faenza, con ritiro a quota 35, prima di intraprendere una fugace carriera oltre la riga di gesso proprio dove aveva smesso e nell’Imolese.

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