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Valencia-Atalanta, le pagelle nerazzurre

Nel silenzio del Mestalla brilla la stella di Ilicic, autore di un poker. Serata da incubo per Palomino, protagonista in negativo in tutte le reti degli spagnoli

L’Atalanta scrive un’altra meravigliosa pagina della propria storia, conquistando il passaggio ai quarti di finale di Champions League ai danni del Valencia. I nerazzurri bissano il successo per 4-1 dell’andata, superando gli spagnoli per  4-3 anche nel match di ritorno, in una gara per lunghi tratti dominata e che certifica il valore assoluto di alcuni elementi della rosa a disposizione di mister Gasperini, oltre che dello stesso tecnico.
Questi i nostri voti:

Sportiello 6.5: sotto la lente d’osservazione dopo l’avvicendamento last minute con Gollini, la sua Champions inizia dopo otto minuti quando disinnesca in tuffo un tiro di Rodrigo. Incolpevole sui primi due gol subiti, non è esente da responsabilità in occasione della terza rete, salvo poi riscattarsi con un paio di interventi nel finale.
Djimsiti 6: poco appariscente, ma sempre molto concreto. Peccato solo per quel mezzo metro di ritardo su Gameiro che permette all’attaccante francese di impattare il match.
Caldara 6.5: una risposta chiara a chi ancora solleva dei dubbi sul suo stato di forma e sulle sue qualità. Guida la difesa con grande sicurezza, si adatta al gioco degli attaccanti avversari e vince (quasi) tutti i contrasti.
Palomino 4.5: un mezzo errore in occasione del primo pareggio del Valencia con una chiusura incompleta, un altro errore individuale in occasione del 2-2 e un’uscita sbagliata anche nel terzo gol dei Pipistrelli. Davvero troppo per aspettarsi un voto più alto.
Hateboer 6.5: macina chilometri sulla sinistra, manca nell’affondo finale, ma è molto utile in fase difensiva quando il Valencia cerca di mettere i nerazzurri alle corde.
de Roon 6: un paio di chiusure importanti, un po’ distratto in occasione del momentaneo pareggio del Valencia- È costretto a uscire appena prima della fine della prima frazione di gioco per un colpo all’occhio (45′ pt Zapata 6.5: il cambio con de Roon sottolinea come Gasperini volesse vincere il match. Gioca un tempo abbondante di buon livello sfiorando il gol e rendendosi utile anche in ripiegamento).
Freuler 6.5: dà il via all’azione che vale il pareggio del Valencia con una giocata troppo leggera. Lo sa e cerca di rimediare in prima persona, peccato che sulla sua strada trovi la traversa.
Gosens 6.5: come si dice in questi casi brucia la fascia sinistra. Non arriva alla conclusione, ma l’importanza della sua prova sta tutta negli affondi nella trequarti avversaria che mettono spesso in difficoltà la retroguardia spagnola e creano superiorità per i suoi compagni.
Pasalic 6.5: in Europa è la prima scelta di mister Gasperini tra le righe e si capisce perché. Col suo dinamismo è in grado di garantire superiorità numerica in entrambe le fasi ed è sempre pericoloso negli inserimenti (37′ st Tameze sv)
Gomez 7: non segna, ma è costantemente al centro del gioco dell’Atalanta e quando i suoi sono più in difficoltà arretra il raggio d’azione per prendersi quelle responsabilità che spettano a un vero capitano  (33′ st Malinovkyi sv).
Ilicic 9: impreziosisce lo straordinario score di questa stagione con quattro gol, il primo su gioie buono per indirizzare la gara su un binario molto favorevole per i nerazzurri, il secondo (sempre dagli 11 metri) per certificare il suo stato di forma, il terzo e il quarto su azione validi, rispettivamente, per portarsi a casa il pallone ed entrare nella storia della Champions. Inventa, corre, guida i compagni, fa tutto e sempre alla perfezione.
Gasperini 8: per il tecnico di Grugliasco i complimenti e gli aggettivi si sprecano. Dopo il 4-1 dell’andata, il passaggio del turno era, di fatto, una formalità e questa sera l’Atalanta ha messo in mostra tutta la sua mentalità (sufficiente a far dimenticare qualche défaillance difensiva) andando a vincere anche il ritorno.

 

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