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Caos stipendi: la Serie A studia due soluzioni

La via sembra tracciata: non pagare il periodo di tempo non lavorato o richiedere uno sconto proporzionale in base a quanto percepito dall’atleta fino ad arrivare a una decurtazione del 30%

È ricominciata poco fa l’assemblea di Lega iniziata ieri per gestire il problema legato agli stipendi dei giocatori di Serie A. Gli emolumenti dei calciatori del massimo campionato nazionale valgono circa 1,3 miliardi di euro, una cifra importante che i presidenti dei club hanno tutta l’intenzione di abbattere per gestire al meglio questo momento di emergenza legata al coronavirus, ma anche in ottica futura. Il principio che spinge i presidenti è semplice: se i calciatori non si allenano e non giocano non devono essere pagati perché non vi sono le prestazioni lavorative richieste.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, le soluzioni possibili sono due, a seconda che si torni o meno a giocare: non pagare gli stipendi per il periodo di tempo non lavorato o richiedere uno sconto proporzionale in base a quanto percepito dall’atleta fino ad arrivare a una decurtazione del 30%. Il governo potrà riconoscere uno strumento legislativo valido a intervenire oppure, se riconoscerà la facoltà d’intervento in una delle leggi già in atto, potrà essere sufficiente una linea concordata tra Lega e Figc. Nel primo caso un intervento dei consigli dei ministri sarebbe definitivo e richiamerebbe il sistema francese, dove è possibile la disoccupazione parziale per tutti i dipendenti, calciatori compresi. Altrimenti si cercherà un accordo tra le parti: una soluzione unica che dalla Lega sia recepita dalla Figc e dai giocatori che eviti singole contrattazioni tra presidenti di club e tesserati. Alla ripresa dei tornei, gli stipendi ai calciatori verrebbero come prima.

 

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Speriamo che pensi anche al mio

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Pensano agli stipendi dei calciatori che percepiscono milioni..
E non pensano alle famiglie con stipendi da 1200€ ..il loro motto é state a casa …stiamo a casa e poi chi paga bollette e tutte le spese …vergogna stato inesistente .

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Che li paghino le società, sono proprietà private mica statali!!! Lo stato cosa c’entra?!?!

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