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Auguri anche a Di Cicco, il vice di Mutti che giocò col Gasp

Compie oggi 68 anni lo storico collaboratore del tecnico bergamasco Mutti: lo fu anche all’Atalanta. Quanti anni da giocatore col Gasp. Anche Ilicic tra i “suoi” giocatori

Il nome di Mauro Di Cicco, terzo atalantino o ex a spegnere le candeline il giorno del pesce d’aprile dopo Duvan Zapata e Cristiano Doni, a molti appassionati dirà poco o niente. Eppure alla Dea è legato a doppio filo, nel recente passato e in modo indiretto anche nel presente. Perché l’ex stopper di San Vincenzo Valle Roveto, provincia dell’Aquila, che oggi si fa fare gli auguri per i suoi 68 rintocchi all’anagrafe, si fece da vice di Bortolo Mutti le venti inutili partite da 22 punti complessivi nella stagione 2009-2010 senza evitare la retrocessione. E nel palmarès da giocatore, decenni fa, annovera lunghe annate da compagno dell’attuale profeta nerazzurro, Gian Piero Gasperini, quando era una mezzala dall’inserimento facile quanto il gol: al Palermo dal 1978 (lui era lì dal ’76 e staccò nel 1984) al 1983 e a Pescara nel 1985-1986.

DI CICCO, DA GASPERINI A MUTTI. Sei stagioni col Gasp, col contorno gradito della finale di Coppa Italia ’79, persa in rimonta ai supplementari (20 giugno, Napoli: Vito Chimenti, Sergio Brio e Franco Causio) con la Juventus quando in panchina c’era Fernando Veneranda, e lo start sotto l’egida dell’altro zonarolo Enrico Catuzzi della favola del Delfino, che nella primavera del 1987, ritiratosi Di Cicco, si guadagnò la serie A grazie al suo profeta Giovanni Galeone. Tanti gli incroci da numero 5 in campo con ex o futuri players dell’Atalanta: il tecnico Giancarlo Cadè, Giacomo Vianello cui soffiò il posto dopo la cacciata di Tonino De Bellis, Sergio Magistrelli, Billy Bigliardi, Luigino Pasciullo e Hubert Pircher in rosanero, l’ex portiere Maurizio Rossi e Massimo Carrera in riva all’Adriatico. Sora, Puteolana e Spal le precedenti stazioni di una carriera a pelo d’erba terminata a 34 primavere dopo oltre 400 partite fra C e cadetterìa. E di qua dalla riga di gesso, ecco Mutti da Trescore Balneario, suo arcinemico sul campo, 5 gol in 7 scontri diretti. Spartiacque, a Bergamo, tra l’era Ruggeri in cima alla società e quella Percassi.

DI CICCO, IL SECONDO DI MUTTI. Dal gennaio 2010, la missione impossibile in tandem: 6 vittorie, 4 pari e 10 ko, insufficienti a rimediare all’annus horribilis aperto da Angelo Gregucci e proseguito con Antonio Conte, mazzolato dagli ultras all’Epifania nell’antistadio, oltre al traghettatore – a Palermo, ironia della sorte – Valter Bonacina. Da comandante in capo col patentino, gli inizi dell’abruzzese Di Cicco sono a Mazara del Vallo tra i dilettanti, nel 1989 e quindi nel 1996. Il richiamo di Palermo, dove trovò Igor Budan e Josip Ilicic, è fortissimo: all’alba del nuovo secolo è alla guida della Primavera, poi arriva Bortolo detto Lino in prima squadra e dal 2001 fino all’ultima esperienza del trescorese nel 2016 è il suo fido secondo. Al Messina, dal 2003 al 2006, con Riccardo Zampagna tra gli altri, gli anni più belli, con promozione in massima serie, una salvezza e poi mezza stagione. Modena, Salernitana, Atalanta, Bari, Palermo, Padova e Livorno le successive tappe, sempre con Gasperini e Mutti nel cervello e nel cuore. Tanti auguri.

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