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Candeline per Rossi, eroe anti Malines e uomo del Mondo

65 candeline oggi, sabato 9 maggio, per Gianpaolo Rossi da Viadana, legato all’Atalanta da un settennio di alti e bassi ma con la Coppa delle Coppe del Mondo nel cuore

205 presenze, di cui soltanto 55 in serie A, e 1 solo gol, in B, il 19 dicembre ’82 nel ko per 2-1 a Foggia. Ma basta l’1-2 casalingo in Coppa delle Coppe del 20 aprile 1988 nella semifinale di ritorno col Malines a consegnare anche Gianpaolo Rossi, 65 anni tondi oggi, sabato 9 maggio, alla leggenda imperitura dell’Atalanta. Il suo canto del cigno, insieme alla promozione al piano di sopra, la seconda personale. Non solo un eroe di coppe, uno degli uomini del Mondo di cui sarebbe stato in seguito vice allenatore tra 1996 e 1998, ma in principio e soprattutto della risalita dalla serie C1 alla serie A dal 1981 al 1984, Ottavio Bianchi e il decisivo Nedo Sonetti in panca.

ROSSI, UN EROE DA SETTENNATO. Sette anni, come un mandato del Presidente della Repubblica Italiana. Tanto è durato in nerazzurro il Rossi giocatore, marcatore arcigno e implacabile, meglio al centro come stopper ma bravissimo anche sui due lati, uno destinato a essere sempre legato alla figura di Emiliano Mondonico al pari degli altri atalantini, cadetti eppure con la voglia matta di spaccare l’Europa. Arrivato dal Rimini, quinquennio tra ’75 e ’81 intervallato dalla parentesi di Chieti nel ’78, dopo essere diventato qualcuno sedicenne nel Ravenna, il difensore di Viadana passato anche dalla Fiorentina (zero match in prima squadra dal 1972 al 1975) è riuscito a scrivere il proprio nome a caratteri cubitali nella storia di una Dea non ancora matura per il grande salto ma comunque capace di alzare la testa come nessuna.

ROSSI, DAL CAMPO ALLA PANCHINA (ANCHE) COL MONDO. Carattere deciso da mantovano della Bassa, Gianpaolo Rossi, l’uomo dalle candeline da spegnere, come tecnico ha l’abilitazione ai massimi livelli. Nonostante ciò, e a dispetto dell’apprendistato di un biennio in A agli ordini del Mondo, ha quasi sempre dovuto ripiegare su chiamate in C o al sapore di provincia. Dal 1992, l’anno dopo aver smesso in maglia Brembillese dopo due stagioni al Monza, assaggiate le panchine di Viadana, Albinese (1994-1996) prima che diventasse grande sotto Marino Falsettini e Oscar Piantoni con salto in C2 e fusione col Leffe. Conclusa l’esperienza nello staff della sua Atalanta, Rossi, che abita da tempo a Gorle, s’è concesso Lecco, Pro Sesto, Alzano Virescit, Palazzolo, Seregno, Valle Brembana, Ponteranica, La Torre e Virtus Arzago. Tanti auguri, meritati per un campione e un eroe di un pallone che rotolava molto più vicino alla gente di oggi.

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