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Auguri anche a Banchelli, meteora nerazzurra

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Riserva con Mutti in serie B e ancor più meteora con Vavassori in A all’alba del nuovo secolo: mini storia di un bomber giramondo

Fanno 47, con quella stagione e mezza all’Atalanta tra il 1998-1999 by Bortolo Mutti da promozione mancata e la prima parte del 2000-2001, quando Giovanni Vavassori, artefice della risalita, decise che non faceva al caso spedendolo all’Empoli. Tra una parentesi e l’altra, quella più piccola alla Pistoiese. Gli auguri numero due di oggi, domenica 14 giugno, vanno a Giacomo Banchelli, provetto attaccante sbucato dalla Fiorentina, con cui vinse il Trofeo di Viareggio nel 1992 sfiorando la Coppa Uefa (persa con la Juventus) da rincalzo nel 1990 sotto Francesco Graziani (sostituto del futuro nerazzurro Bruno Giorgi) ma togliendosi poi la soddisfazione della Coppa Italia alzata al cielo nel 1996 grazie a Claudio Ranieri. Guarda caso a discapito della squadra di Bergamo che avrebbe raggiunto due estati più tardi.

BANCHELLI, DA PAESE DI LEONARDO ALL’ATALANTA. Se il tabellino alla voce gol trova scritto 10 in maglia viola, nella squadra del trescorese, rimpiazzo per Nicola Caccia o suo partner occasionale in un reparto che contava anche sui fantasisti Nicola Zanini e Cristiano Doni, inizialmente esterno alto, e su due punte pure come Fausto Rossini e Michele Cossato, la storia di Banchelli, di Vinci come Leonardo, dice appena 4. Tutti agli ordini di Mutti: in Coppa Italia alla Cremonese tra 23 e 30 agosto, in serie B al Cosenza il 22 novembre su rigore e al Monza il 23 gennaio 1999. Il resto da atalantino? La presenza del 3-0 del trofeo della coccarda alla sua futura compagine il 15 settembre prima di trasferircisi e 13 minuti contro l’Inter il 23 dicembre 2000. 24 partite complessive e l’addio definitivo.

BANCHELLI, BOMBER GIRAMONDO. Da bomber fin da ragazzino con un grande futuro alle spalle, il buon Giacomo della provincia fiorentina fu costretto a una parabola professionale da vagabondo chiusa nell’Impruneta Tavarnuzze in Prima Categoria a 40 anni. Alessandria, Cosenza, Udinese, Cagliari, Reggiana (prima dell’Atalanta), Carrarese, Taranto, Lodigiani, Cisco Roma, CuoioCappiano, Montichiari, Cinthya, Scandicci e Montelupo (dove ha anche allenato) le altre maglie di un guardaroba dei ricordi che ne conta addirittura 19. Record italiano? Non lo è di sicuro la settantina di gol da pro per un attaccante. Tanti auguri.

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