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Candeline anche per Casati, dal campo alla Primavera… e a Maradona

Tre edizioni del Trofeo Dossena disputate e una vinta, nel 1982, per l’ex terzino e poi allenatore trevigliese Domenico Casati. In campo, una sola stagione

1977, 1981 e 1982: al terzo tentativo, con Luciano Magistrelli a sostituirlo dal ’78 al 1980, Trofeo “Angelo Dossena” di Crema vinto per l’allenatore Domenico Casati, che in campo da difensore aggiunto (era terzino destro, ma lì giocava il moloch zanichese Alfredo Pesenti) nella prima squadra dell’Atalanta aveva ballato una sola stagione (1965-1966) ma da tecnico delle giovanili, segnatamente della Primavera, qualcosa di buono riuscì a combinare. Il trevigliese cresciuto nel vivaio biancazzurro di casa insieme a un certo Giacinto Facchetti è il terzo ex nerazzurro a spegnere le candeline oggi, domenica 21 giugno, ma il primo per anzianità anagrafica: fanno ben 77, per uno che può dire di aver allenato anche il Pibe de Oro, Diego Armando Maradona.

CASATI E LA PRIMAVERA. In quella Primavera di Casati (all’epoca un mister completava sempre un ciclo partendo dai Giovanissimi) capace di sbarazzarsi di Milan (3-0) e Inter (1-0) nel girone eliminatorio prima di superare l’Udinese in finale (2-1), c’erano Costanz(i)o Barcella dietro, Roberto Donadoni in fascia, Armando Madonna all’ala e Massimiliano Maffioletti davanti, anche se il bomber (2) fu il carneade Nicola Cassa. La prima di 6 vittorie nel torneo estivo. E la seconda sarebbe arrivata sotto un suo successore, attuale delegato nazionale Aiac per la provincia di Bergamo, Leonardo Mazzoleni Bonaldi, nel 1985.

CASATI, UN TREVIGLIESE IN CAMPO. Nato a Treviglio e nella Trevigliese, Casati a diciott’anni finì alla Juventus. Due presenze e via. Passato al Potenza, eccolo nel ’65 all’Atalanta di Ettore Puricelli che però in campionato non lo utilizza: le 19 partite in A sulle 20 stagionali, da numero 4 conteso a Pilade Canuti che era più centrocampista di lui, nominalmente mediano destro con Piero Gardoni al centro della difesa e Paolo Signorelli 6, gli sono assicurate da Stefano Angeleri, il famoso Gabbiano subentrato in panchina all’ottava giornata. La squadra del bomber bresciano Chico Nova che tenne a battesimo un giovanissimo Beppe Savoldi. Brescia, Pisa, Perugia e di nuovo le Rondinelle nel prosieguo da calciatore, concluso a 33 primavere (estati?). In panchina, pure il club natìo, le giovanili del Verona, per poi fare il vice del coetaneo Ottavio Bianchi con Napoli, Roma, Inter e Fiorentina, nel Torino e AlbinoLeffe (2006) sotto Emiliano Mondonico, collaborando con Avellino, Foggia, Sarnico, Cremonese e FeralpiSalò. Auguri.

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