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Auguri a Carletto Perrone: sfiorò l’Europa con Lippi (battendo la Juve a braccetto con Ganz)

Sessanta volte auguri, oggi, mercoledì 8 luglio, per Perrone, funambolica ala-trequartista dell’Atalanta di Lippi (e non solo) che sfiorò l’Europa. Ma lui ci aveva giocato…

C’erano Roberto Bordin, il cugino d’arte Stefano De Agostini e Oscar Magoni a correre per tutti, il magistero di Paolo Montero dietro e dell’usurato Ricardo Alemao in mezzo. Davanti, il terminale Maurizio Ganz, insieme a gente come Roberto Rambaudi e Carletto Perrone, un’ala d’origine (oggi diremmo esterno alto) capace di fare tutto dalla cintola in su, a ricamare. Proprio lui, il padovano, che si merita sessanta volte auguri in questo mercoledì 8 luglio 2020 di attesa per Atalanta-Sampdoria, era una delle colonne della Dea versione Marcello Lippi, che ventisette anni or sono lasciò la qualificazione all’Europa, leggi Coppa Uefa, al Cagliari di “Sor Magara” Carletto Mazzone per un solo punticino: 37 a 36.

PERRONE E LIPPI: SENZA EUROPA PER 1 PUNTO. L’allora presidente alle prime armi Antonio Percassi, a fine stagione, non rinnovò l’accordo all’allenatore viareggino, passato dal Napoli alla gloria juventina nelle tappe immediatamente successive e in futuro a quella azzurra di stampo mundial. Ma la magia di quell’ annata 1992-1993 accompagna ancora i ricordi nerazzurri di Perrone, bravo a timbrare il cartellino anche in Coppa Uefa (al Fenehrbace, a Bergamo, nel 4-1 del 7 novembre ’90) sotto la gestione di Piero Frosio e del subentrato Bruno Giorgi (eliminati ai quarti dall’Inter) per chiudere con la Dea nel ’94 con la retrocessione Guidolin-Valdinoci&Prandelli. 5 gol in quella stagione lippiana, decisivi (anche se con un solo matchball) per 3 vittorie (3-2 al Napoli, 1-0 a Firenze, 2-1 alla Juve) e per il 2-2 in casa della Roma, mentre al Sant’Elia non servì.

PERRONE, UN’ALA DA EUROPA. Carletto, nato a Padova l’8 luglio 1960, cresciuto nei biancoscudati e sbocciato nel Vicenza con cui giocò col futuro compagno atalantino Eligio Nicolini, nei primi due anni del quadriennio bergamasco dopo aver vestito le maglie pure di Empoli, Triestina, Campobasso e Bari, incrociò anche un big dell’Europa di Emiliano Mondonico come Glenn Peter Strömberg. Lui si trovava spesso a giocare largo o dietro le punte o Ganz, dopo essere stato compagno dei vari Evair, Caniggia e Bianchezi.

PERRONE E LA PANCHINA. Chiusa la parabola sul campo a Padova, cui aveva fatto gol in Coppa Italia il 28 agosto del ’91, in panchina Carletto ha sempre girato al largo del grande impero, in provincia: giovanissimi del Padova, Berretti e Primavera del Cittadella, Piovese a due riprese, Novara come vice di Tesser, Mondonico e Aglietti conducendola anche da responsabile tecnico insieme a Giacomo Gattuso e giovanili della Sacra Famiglia nella sua città dove ha allenato anche Fulvio Simonini. Tanti auguri, quella vittoria costruita quasi da solo (gol e assist) con la Juve, la penultima in A della serie, e il gol ai turchi in Europa non si dimenticano. Così come 115 partite e 15 palloni nel sacco in A, 9 e 1 nella Coccarda e 8 e 1 in Coppa Uefa.

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1 mese fa

Auguri Carletto, un giocatore che mi è sempre piaciuto tantissimo 🥂🖤💙

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