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Hellas Verona-Atalanta, le pagelle nerazzurre

gollini

La squadra di mister Gasperini non riesce a portare a casa la vittoria, agguanta l’Inter al secondo posto ma rimane a -6 dalla Juve

L’Atalanta crea ma è poco concreta, soffre la pressione sfinente della squadra di Juric, plasmata a sua immagine e somiglianza. La rete di Zapata è un regalo casalingo, ma anche la difesa nerazzurra ci mette del suo per far pareggiare Pessina. Si stringe ancora di più la classifica nella zona alta, i gol stagionali si sono fermati ‘solo’ a quota 94. Ecco i voti di CalcioAtalanta.it:

Gollini 6,5: fa bella figura contro la sua ex, ci mette il guantone al 22′ pt sul tiro potentissimo di Faraoni salvando la porta nerazzurra. Sempre attento, urla indicazioni importanti ai suoi sulle incursioni nemiche. Menomale che Gollini c’è: al 10′ st salva ancora lui lo specchio sulla testata di Faraoni, finendo nel sacco al posto del pallone. Fa un’altra prodezza su Rrahmani ma non trattiene e Pessina lo beffa. Ci mette il guantone prima e le ginocchia poi, per l’ennesima volta, su Salcedo, ma non può fare sempre tutto lui. Senza di lui a rischio anche il punto.

Toloi 5,5: entra duro su Zaccagni mettendo subito le cose in chiaro col giocatore dell’Hellas, che con lui non avrà mai vita facile. Gli ruba una sfera dopo l’altra avviando così le ripartenze nerazzurre. Molto bene, peccato però che sul pareggio dell’ex si affidi troppo a Gollini e non muova un passo verso Pessina, lasciandolo sfilare in mezzo tra lui e Palomino. Su una prova più che sufficiente, l’errore pesa, poi si fa prendere inutilmente dal nervosismo su Di Carmine e si fa pure ammonire.

Palomino 5,5: buon intervento su Salcedo in area piccola, sventa il suo gol senza regalare rigore. Chiude alla perfezione anche Zaccagni, ma quando lo perde i suoi cross sono fatali. Salva in angolo le sfere dirottate agli 11 metri di Salcedo ma rimane immobile sul tiro di Pessina dopo la respinta di Gollini, nonostante sia a pochi passi da lui. Si scarica e concede corner insidiosi, il mister lo toglie per non rischiare.

(Dal 24′ st Caldara 6: entra e raccoglie subito il cross del capitano di zucca ma non mira bene, aiuta Gollini su alcune azioni).

Djimsiti 6: per non rischiare sceglie spesso i retropassaggi, poi copre con la stoffa del Big sull’invasione in area piccola di Zaccagni. Pressa benissimo il nemico numero 1 della serata, l’ex Pessina, togliendogli spazio e libertà di movimento. Ci prova anche in profondità con sfere filtranti.

Hateboer 6: soffia le sfere dai tacchetti nemici e si inserisce in profondità per crossare al bacio al capitano, a Pasalic e Malinovskyi. Col passare del tempo però commette qualche sbavatura di troppo sui passaggi dalla destra, perde alcuni palloni e pecca di imprecisione sotto porta. Dopo la rete di Zapata mette il turbo e guadagna calci d’angolo preziosissimi, ma dura poco.

Freuler 6: quando i colleghi si spingono in avanti, lui mantiene con maestria la copertura sulla mediana impedendo i contropiede casalinghi. Fatica solo a contenere qualche guizzo dell’amico-nemico Pessina.

(Dal 34′ st de Roon: sv).

Pasalic 6: ha l’occasione della vita al 14′ pt, avrebbe potuto fare tutto quello-pallonetto in primis- ma decide clamorosamente di imboccare Silvestri. Zaccagni gli toglie un po’ il respiro e certe volte lo sorprende. Ci prova anche di zucca sotto porta raccogliendo bene i cross, ma manca di un pizzico di cattiveria e convinzione, come al 92′.

Gosens 6: in buon anticipo in fase difensiva, in attacco perde l’attimo passandola ai compagni senza correre il rischio di insaccarla. deve farci il callo a vestire i panni del difensore, si fa mangiare da Faraoni che, saltandolo, sfiora il gol. L’Hellas avanza sempre di più e il tedesco continua a dare una mano ai compagni nelle retrovie, questa volta con utili chiusure su Faraoni.

(Dal 24′ st Castagne 6: subito in attacco negli angoli, ma gli spazi di manovra sono quelli che sono).

Gomez 7: è il più in forma, il Verona lo sa e lo punta, per cui Amrabat lo butta subito in terra ma il capitano si rialza come sempre e al 4′ pt parte da lui il primo tiro in porta della gara, di zucca, e il secondo, di collo. E’ sempre lui a servire i cross migliori e a tenere impegnato, anche in due tempi, Silvestri con tiri ben indirizzati allo specchio. Al limite dell’area fa perdere l’orientamento ai gialloblù con continui cambi di gioco e traversoni d’oro, ma i compagni non insaccano. Continua a servire sul piatto d’argento palle-gol a Zapata, non raccolte.

Malinovskyi 6,5: si inventa dei varchi dove non ci sono per indirizzare la palla sulla fascia di Hateboer, ma non sempre il collega raccoglie. Ha trovato la sua forma e il suo equilibrio e si vede dalle intuizioni con cui serve Zapata con traiettorie al centimetro. Le sue continue incursioni consentono alla Dea di mantenere la superiorità numerica. Empereur è il suo chiodo fisso, ma l’ucraino riesce talmente bene a dribblarlo che il veronese cade a terra ubriacato. Al 33′ pt calcia di poco a lato del palo, ma può fare di meglio.

(Dal 33′ st Muriel 6,5: entra con la super protezione alla testa per cercare la vittoria del podio e dopo pochi secondi si trova a due passi dal portiere. Forse doveva entrare prima).

Zapata 6,5: dribbla Günter e cerca il tiro in porta anche da fuori, ma è debole. Poi il gialloblù gli prende le misure e gli sta addosso. Serve un cross perfetto a Pasalic che diventerebbe assist se il croato non si facesse ipnotizzare. Attento a respingere i tiri di Faraoni, a un certo punto sono in sei ad accerchiarlo in area piccola e lui non riesce a muoversi e insaccare da pochi passi. Günter è una calamita per il colombiano, che riesce comunque a liberarsi e mirare con astuzia la porta ben protetta da Silvestri. E poi arriva il gol che, diciamolo, è un regalone di Günter, ma il numero 91 è lesto a scattare e bravo a sfruttare il vantaggio mantenendo la lucidità per tirare in porta e beffare gli artigli di Silvestri. Fallisce a pochi passi dalla rete il raddoppio in più occasioni nel finale, peccato.

All. Gasperini 6: la sua Dea parte più chiusa del solito, concede troppo all’Hellas e non sfrutta le palle gol che piovono al centro dell’area piccola. Il suo ex allievo meglio non poteva preparare questa gara, minando la Dea nei suoi punti deboli, sfiancandola e pressandola a uomo. Ha insegnato troppo bene il mestiere e Muriel meritava qualche minuto in più.

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