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Il muro del Tifoso

Il Muro del Tifoso – Ora il tifo per Dani Olmo contro il PSG. Non era meglio prenderlo a gennaio?

Il fantasista spagnolo ha aperto le marcature nel quarto del Lipsia con l’Atletico Madrid. Atalantini ora pro lattine, ma Olmo era libero a gennaio

I lettori di CalcioAtalanta stavolta devono proprio intasarci di commenti. Costretti come sono a tifare per la squadra di un funambolo che a settembre aveva fatto vedere i sorci verdi all’Atalanta al battesimo del fuoco in Champions League. Da nemico in maglia Dinamo Zagabria nel girone C a potenziale alleato nella vendetta contro il Paris Saint-Germain in maglia Red Bull Leipzig, il ragazzo del ’98 chiamato Dani Olmo nel quarto contro l‘Atletico Madrid al “José Alvalade” all’indomani dell’eliminazione cocente dei bergamaschi ha pure aperto le danze dello score. Facendo forse sorgere più d’un rimpianto, vista la mancanza di estro e imprevedibilità dovuta all’assenza forzata (da chi?) di Josip Ilicic, tra addetti ai lavori, dirigenza e tifo nerazzurro.

DANI OLMO, IL RIMPIANTO DI GENNAIO. Era sicuro come la messa cantata alla domenica mattina che sarebbe finito al miglior offerente nella sessione invernale del mercato il fuoriclasse spagnolo del futuro, capace di far saltare tutti gli schemi a Gian Piero Gasperini quel 18 settembre 2019 allo Stadion Maksimir innescando quanto meno la metà del poker sulla groppa dell’indifeso Pierluigi Gollini. 25 milioni più 10 di bonus, per un prospetto del genere, non sono affatto sembrati una follia, anche se a Bergamo il partito dei cordoni della borsa da stringere a dispetto della nuova dimensione raggiunta, sempre in agguato quando si tratta di rinnovare il parco giocatori, possono agevolmente puntare il dito sull’ingaggio: 2,5 milioni a stagione per quattro anni e mezzo, mentre qui chi ne becca di più è il Papu Gomez che si ferma a 1,8.

OLMO, FANTASIA AL POTERE. Sul monte stipendi “da Atalanta” che non può quindi conoscere eccezioni, pena la rottura degli equilibri di spogliatoio, solita tiritera insomma, s’infrangerebbe dunque ogni possibilità di trattativa. Solo che negandosi uno sforamento ci si nega anche una bella fetta di progettualità per una squadra che ha lo sloveno e l’argentino prossimi all’Età del Signore. Assurdo e controproducente. Il giocatore è adattissimo al gioco di raccordo tra centrocampo e attacco che fa al caso del Gasp. Di base, una mezzala offensiva che inventa calcio. Dal suo vastissimo repertorio Olmo, certamente non un pennellone, ha appena estratto il colpo di testa in inserimento, in corsa. Spia evidente di una capacità di lettura tattica superiore. Non è un goleador, nonostante la capacità di essere decisivo in Europa (6 palloni in porta sui 13 stagionali, la metà nelle qualificazioni), ma tutto sommato non lo è più da tempo nemmeno il bonaerense con passaporto italiano acquisito per matrimonio. La Dea è o non è il piccolo paradiso di provincia dei comunitari che sanno giocare a pallone?

DUE CONTI PER OLMO. Rimpianto, rimorso o rammarico su due gambe e tacchetti che sia, l’ometto salutato dal suo mentore Nenad Bjelica già dalla pancia del postpartita allo start del girone era lì sul piattino dell’offertorio. Qualche spiritosone evocò il Barcellona, forse per zittire le anime belle dedite a osare l’inosabile, ma il buon Dani Olmo alla fine è costato alle Lattine dieci milioni in meno di quanto a Zingonia, bonus inclusi, incasseranno dalla Juventus per Dejan Kulusevski. Quello, sì, un punto di domanda, finché a valorizzarlo non ci ha pensato il Parma, senza troppi sforzi della casa madre. Capitolo soldi. Non ci sono? Sarebbero stati il classico passo più lungo della gamba? Pronti: solo dalla coppa dalle grandi orecchie, a ‘sto giro, 57,7 cocuzze. Market pool 1: 5,0 milioni; Bonus partecipazione: 15,25 milioni; Ranking storico: 3,3 milioni; Bonus risultati: 6,3 milioni; Bonus redistribuito: 0,5 milioni; Bonus ottavi: 9,5 milioni; Bonus quarti: 10,5 milioni; Market pool 2: 7,3 milioni. Si sale a 80 con la mera partecipazione alla prossima edizione. Certo, mica si poteva sapere, a gennaio, che San Giuseppe si sarebbe tolta l’aureola fermandosi ai miracoli del pre lockdown. Ma il giocatore del futuro era lì, sotto gli occhi, a portata di mano. Ci si rende conto che Rodrigo De Paul dell’Udinese costa 5 milioni di meno e Jeremie Boga del Sassuolo 5 di più? Ai tifosi le valutazioni del caso. Quando ripassa un treno simile? A voi i commenti. Immersione. Inondateci!

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