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Auguri a Gabbiadini e Suagher, due figli di Zingonia

Cresciuti nel settore giovanile di Zingonia, l’attaccante Gabbiadini e il difensore Suagher in prima squadra non possono dire di avercela fatta

Il primo dei due rivede la luce stasera in Coppa Italia nel derby col Genoa, dopo i ultimi 6 minuti e rotti in casa col Benevento al posto di Fabio Quagliarella per assistere impotente al ko per 3-2 dei suoi cadendo vittima di problemi all’addome. L’altro, alla sua seconda annata a cordone ombelicale reciso, è primo nel girone B di serie C con la Ternana che tanto piace ai tifosi bergamaschi. Manolo Gabbiadini ed Emanuele Suagher, rispettivamente 29 e 28 candeline oggi, 26 novembre, sono due figli di Zingonia dai destini opposti, col passaggio in prima squadra dell’Atalanta in comune da meteore. L’attaccante ha però ci ha anche segnato, il difensore nemmeno una presenza. Cavallo di ritorno alla Sampdoria, dallo scorso gennaio, dal Southampton, la punta mancina, mentre il difensore centrale di Romano di Lombardia ha altri due atalantini nati come Marino Defendi e Dario Bergamelli a tenergli compagnia alle Fere passate da Fabio Gallo a Cristiano Lucarelli. Altri due ex, che coincidenza.

GABBIADINI, IL FRATELLO D’ARTE. Fratello di Melania, vedette offensiva dell’Italdonne, la vicenda atalantina di Gabbiadini è un cerchio che si apre con l’esordio a Parma il 14 marzo 2010 (ko per 2-0) al posto di Simone Tiribocchi, concessogli da Lino Mutti, chiudendosi con l’unico pallone in porta in A (sui 74 in 294 partite nei club, più 2 in 3 nell’Italia Under 20, 12 in 14 di Under 21 e 2 in 11 in Nazionale A) nel 2-0 casalingo al Bologna il 25 marzo 2012. Avrebbe in seguito esultato a maglie invertite, vedi video sotto l’articolo. In precedenza, a segno al Gubbio il 21 agosto 2011 nel 3-4 di Coppa Italia: 2 palloni nel sacco in 26 presenze (24 con Stefano Colantuono), solo 8 dallo start perché dopo la parentesi da compartecipato al Cittadella (percorso inverso, a titolo definitivo, per Leonardo Pettinari e Matteo Ardemagni) gli sbarrava il passo la formula German Denis punta unica con Maxi Moralez a girargli intorno. A metà con la Juventus per 5 milioni e mezzo, il prestito al Bologna; da juventino, la comproprietà con la Samp, quindi il Napoli dal gennaio 2015 e la Premier League due anni più tardi.

SUAGHER, LA CROCE DEI CROCIATI. 31 gennaio 2015 contro il Crotone, da ex, 23 luglio 2016 in allenamento. I due crociati anteriori lesionati (sempre il destro, rotto parzialmente ogni volta, in realtà) e operati da parcheggiato al Carpi hanno zavorrato la parabola professionale del romanese Suagher, 192 centimetri piantati in mezzo alla retroguardia. Sei mesi nel 2015-2016 e nel 2016-2017 senza giocare con Edy Reja e Gian Piero Gasperini, prima di un altro paio di cessioni temporanee (come alla Tritium e al Pisa tra 2011 e 2013) agli emiliani in A e al Bari, proseguendo poi in cadetterìa con Avellino e Cesena prima di tornare in Emilia. Molti andirivieni, per uno da 10 presenze fra Under 19 e 20. A Terni, con lui, anche Guido Marilungo, ora in prestito al Monopoli. Due crociati anche per il marchigiano, ma questa è un’altra storia. 165 match e 3 reti sembrerebbero un bottino risicato, in più un paio di assist tra cui quello a Torromino nel 2-0 al Catania nella semifinale di andata della Coppa Italia di C poi persa nella doppia finale con la Juve Under 23 senza che lui potesse nemmeno giocarsela. Essere ancora lì a pelo d’erba dopo tanto ospedale, però, è grasso che cola. Tanti auguri.

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