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L’Atalanta e il calendario: mai una tregua, a gennaio anche la Coppa Italia

La Coppa Italia a gennaio, a Champions ferma, mentre il campionato entrerà nel vivo: un macigno in più in un calendario compr(l)esso

Di tregua ce ne sarà davvero poca. Cortissima, l’ultima settimana dell’annus horribilis 2020 e poi zac, si ricomincia col Sassuolo il 3 del primo mese di quello nuovo. Scollinati tutti quanti, si spera, anche oltre l’emergenza Covid, un macigno per un calcio senza pubblico e ostaggio dei tamponi, certificanti quasi sempre il contagio da assenza di qualunque sintomo. La spia di una stagione densissima, esaurite il 9 alla Johan Cruijff Arena (18.55) le fatiche della Champions League fino agli ottavi di finale, si accenderà sul rosso all’apparire all’orizzonte della Coppa Italia. Per l’Atalanta, il 13 o il 20 gennaio secondo esigenze televisive, c’è il Cagliari al Gewiss Stadium.

LA COPPA ITALIA NEL TOUR DE FORCE. La rivincita della cinquina a due del 4 ottobre scorso, tra parentesi l’ultima affermazione casalinga in senso assoluto in questo scorcio d’annata, o dell’ottavo secco di due edizioni fa del trofeo della coccarda proprio nel medesimo periodo (Zapata e Pasalic nel finale, 14 gennaio 2019), ove avesse il seguito sperato, visto che Gian Piero Gasperini non può certo rinunciare all’unica coppa immediatamente alla portata, intaserebbe il cammino ancora per un po’. Il 27, l’eventuale quarto contro Lazio (finalista e vincitrice all’Olimpico il 16 maggio del 2019 dal Var spento sul famigerato mani di Bastos) o Parma, sempre in casa secondo sorteggio. Più avanti le semifinali, il 10 febbraio e il 3 marzo, al cospetto della vincente del paio di estrazioni di lotteria Napoli-Empoli/Roma-Spezia. I Ciucci, a proposito, sarebbero un altro deja-vu recente: 2 gennaio 2018, Castagne, Gomez e Mertens, in panchina di là Maurizio Sarri, quarto di finale a Fuorigrotta. Poi il penultimo atto a due sipari perso contro la Juventus.

IL CALENDARIO FINO A GENNAIO. Senza requie, seppur a spezzatino, fino alla ripartenza della coppa dalle grandi orecchie: ottavi il 16-17  (andata) e il 23-24 febbraio (ritorno) e 9-10 e 16-17 marzo 2021; quarti 6-7 e 13-14 aprile; semifinali 27-28 aprile e 4-5 maggio con finale il 29 a Istanbul. Nemmeno il post Midtjylland (martedì 1° dicembre, ore 21, Gewiss Stadium) sarà una passeggiata di salute. Perché la serie A prevede comunque un paio di turni infrasettimanali pure a fine autunno e a inizio inverno, a gironi di Champions morti e sepolti. Ovvero il 16 nella tana della Juventus del grande ex Dejan Kulusevski (18.30) e il 23 in quella del Bologna (20.45) dei volti amici Musa Barrow, Riccardo Orsolini e Luca Befani (il segretario generale). Hai voglia ad arrivarci sano e salvo. Tra gli ultimi due impegni fuori confine, l’Udinese, programmata, nonostante una possibile marcia indietro della Lega Calcio di Serie A, domenica 6 alle tre del pomeriggio.

L’ATALANTA E LA RISCOPERTA DELLA DOMENICA ALLE TRE. Dopo Torino, Napoli e Crotone affrontati nel prefestivo, alla Dacia Arena a casa di Pierpaolo Marino sarà (sarebbe? Urge conferma) la prima volta in stagione delle care vecchie ore 15 nel festivo. Idem il 13 ospitando la Fiorentina di Jack Bonaventura e Cesare Prandelli, per poi replicare come anticipato nel primo impegno del 2021 contro i neroverdi alla quindicesima: dall’altra parte della barricata, Federico Peluso, Andrea Consigli e Manuel Locatelli, il lecchese strappato dodicenne dal Milan.

ATALANTA TRA DICEMBRE E GENNAIO. Sempre di domenica, ma alle 18, il 20 dicembre c’è la Roma sotto la Maresana: la squadra dei valorizzati del Gasp, Roger Ibañez, Gianluca Mancini, Leonardo Spinazzola e Bryan Cristante, mentre di qua Rafael Toloi ha all’attivo una cinquina di comparsate agli ordini dello sviolinatore folle Rudi Garcia nella primavera del 2014. Il rompete le righe dopo l’antivigilia di Natale in notturna al “Dall’Ara” avrà l’unica tregua doppia nella festa comandata del 25-26 e a Capodanno: 48 ore più tardi incombe la banda De Zerbi. E all’Epifania, altra accoppiata col mercoledì in mezzo ai denti come il prezzemolo, alle 15, col Parma, nella riedizione della manita della volta precedente a 366 giorni esatti (c’è stato il febbraio bisesto): Alberto Grassi, Matteo Scozzarella, Andreas Cornelius, Simone Colombi e Jasmin Kurtic, decisivo ai tempi per portare a Bergamo Josip Ilicic, doppiettista uscente nel confronto diretto bergamasco (Gomez, Gosens e Freuler gli altri). Poi, nel sandwich di trasferte da testacoda Benevento-Milan con Pippo Inzaghi, Franck Kessie e Simon Kjaer da riabbracciare, il Genoa dell’ex Cuti Romero tra le mura amiche. San Gian Piero da Grugliasco, il vice Tullio Gritti, Ivan Radovanovic, Andrea Masiello, Davide Zappacosta, l’azzanese Filippo Melegoni e Lennart Czyborra: una sfida in famiglia. E Berat Djimsiti rimembrerà l’annata nel giallorosso del Sannio, senza evitare la retrocessione ma rientrando alla base subito dopo per restarci. Roba da vivere in apnea.

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