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Da Pessina a Romero, la duttilità di chi fa la differenza

Pessina

Adattabilità, è questa la parola chiave pronunciata ieri sera nella conferenza post partita da mister Gasperini, che ha ritrovato questa qualità nella sua Dea

Quando è entrato Palomino, al 79’ al posto di Gosens, i telecronisti si sono chiesti per un attimo, smarriti, se l’argentino avrebbe coperto la destra o la sinistra del campo, o perché no il centro della difesa. Già, perché José Luis Palomino, come il compagno Cristian Romero e gli altri colleghi della retroguardia, è duttile e adattabile in tutte le zone del campo. Sono proprio questi gli uomini di cui ha bisogno mister Gasperini, pedine che si possano spostare a suo piacimento, in base alla partita, all’avversario, alla condizione. E, come ha ripetuto ieri in conferenza stampa, tutti i giocatori della sua EuroDea hanno questa qualità, “a parte il portiere” ha aggiunto ridendo (ma dovremmo davvero mettere alla prova Gollini su corner e punizioni per esserne certi…).

DA ROMERO….Certo è che proprio Cristian Romero nel reparto arretrato e Matteo Pessina qualche metro più avanti, hanno portato una ventata d’aria fresca e tanta esperienza sul campo internazionale. Il primo, argentino pure lui, ha solo ventidue anni ma tanta maturità e tecnica da vendere. Interviene al momento giusto, con un’aggressività ormai ben dosata, detta i tempi ai compagni e anticipa i difensori, proteggendo Gollini davanti alla porta. Già undici partite giocate, condite da un assist e da un gol, ma fondamentali sono state le due stagioni al Genoa, in cui ha collezionato 60 partite nelle gambe e acquisito la lucidità di oggi.

…A PESSINA. Stessa cosa accaduta a Matteo Pessina, che brillava già nelle 19 gare nerazzurre della stagione 2018/2019, ma che ora si contende la palma di migliore in campo a ogni match. Spesso, proprio con Romero. Anche lui duttile, abile sia a coprire e compattare il centrocampo equilibrando la mediana, sia a inserirsi con tunnel e dribbling fino all’area piccola, per mandare cross al bacio ai compagni d’attacco. E guadagnarsi un posto nel tridente intoccabile Gomez-Iliic-Zapata, e per giunta in Champions League, non è roba da tutti. Fondamentali anche per lui sono state le 35 partite disputate con la maglia del Verona (7 gol nel sacco!), l’esperienza e la brillantezza acquisiste con Juric. Che ancora adesso si sta strappando i capelli a vedere pupillo e Maestro insieme. Con pazienza, Pessina ha saputo aspettare il suo turno, mostrando a mister Gasp spirito di sacrificio e passione negli allenamenti. Oltre che duttilità, la ciliegina sulla torta che gli ha permesso di guadagnarsi la fiducia di mister, compagni e tifosi.

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