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Da Favini alle olive biologiche: Cesare Prandelli

Improta

Atalantino da calciatore e cresciuto nel vivaio come tecnico all’ombra di Mino Favini, Cesare Prandelli oggi è un uomo felice tra le olive e le nuove incombenze della panchina

Ha riabbracciato la panchina con convinzione, dopo un anno sabbatico, ma il suo principale interesse resta la coltivazione di olive biologiche. Bresciano di Orzinuovi ma ormai fiorentino onorario di campagna, l’avversario di domani, Cesare Prandelli, è in realtà legatissimo all’Atalanta. Praticata dai 21 ai 22 anni (è del ’57) come centrocampista e quindi dai 28 ai 33, di ritorno dalla Juventus pigliatutto, come giocatore. E soprattutto come allenatore, nato nel settore giovanile all’ombra del Mago di Meda Mino Favini. Il tecnico della Fiorentina è al centro del focus de L’Eco di Bergamo.

PRANDELLI, IL FIGLIOCCIO DI FAVINI. Un figlioccio del guru del vivaio nerazzurro per un quarto di secolo, insomma, capace di vincere lo scudetto Allievi nel ’92 e di centrare il double Viareggio Cup-Primavera nell’annata successiva, sfiorando il triplete con la Coppa Italia. Gli anni della formazione personale e dei suoi pupilli, su tutti Alessio Tacchinardi, Tomas Locatelli e Domenico Morfeo. Sulla panchina della prima squadra, dall’autunno ’93 alla primavera ’94, quando Antonio Percassi se n’era già andato dal soglio presidenziale (26 febbraio) a favore di Ivan Ruggeri, in tandem con Andrea Valdinoci perché sprovvisto di patentino, la retrocessione in B come subentrato all’acerbo Francesco Guidolin.

PRANDELLI E LA PANCHINA: GIOIE E DOLORI. Un’altra parentesi nell’Under 19 di casa fino al ’97 ed ecco la parabola da tecnico pro. Non sempre rose e fiori: divorzio da Lecce nel ’98, promozione in A con salvezza e dimissioni a Verona (2000), nuova salita ed esonero a Venezia (2002), due quinti posti nel Parma del fenomeno Adriano poi rovinatosi da solo e dal 2006 al 2010 Fiorentina: tre quarti posti al lordo di Calciopoli, una semifinale Uefa coi Rangers nel 2008 e gli ottavi Champions 2010 persi col Bayern dopo aver battuto il Liverpool ad Anfield nel girone. In Nazionale, il secondo posto dietro la Spagna agli Europei 2012 e il Mondiale 2014 ciccato prima delle delusioni con Galatasaray, Valencia e Al-Nasr. Dal dicembre ’18, al Genoa in sostituzione di Ivan Juric, pupillo di Gian Piero Gasperini. Cui è accomunato dall’aver sbancato Anfield.

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