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Spegne oggi 63 candeline mister Gian Piero Gasperini

Nato 63 anni fa a Grugliasco, ha raccolto molte soddisfazioni sia da calciatore che da tecnico

Spegne oggi 63 candeline mister Gian Piero Gasperini, ormai simbolo di Bergamo per via degli eccezionali risultati raccolti in questi quattro anni e mezzo trascorsi in quel della Città dei Mille. Il tecnico grugliaschese ha fatto registrare due qualificazioni consecutive in Champions, con la squadra che ha ormai raggiunto grande rispetto in tutti anche a livello internazionale, anche alla luce del fatto di giocare un calcio moderno e in grado di innovarsi nel tempo.

IL CALCIATORE  Cresciuto juventino e sin da piccolo nel vivaio bianconero, ha sviluppato una discreta carriera da centrocampista, pur mostrandosi come calciatore di Serie A solo in un paio di stagioni a Pescara. Il resto del percorso lo vede disimpegnarsi tra la cadetteria e la C, con le ultime stagioni spese con la maglia della Vis Pesaro. Poi inizia a cimentarsi nelle vesti di allenatore, inizialmente una sorta di seconda occupazione da affiancare a un lavoro di promotore finanziario che gli regala grandi soddisfazioni. Man mano che scala le categorie del settore giovanile bianconero, però, la vita da mister inizia a occupare porzioni sempre più importanti dei suoi pensieri e delle sue time table giornaliere.

L’ASCESA DA TECNICO  Dopo la Primavera sceglie il salto nel professionismo, trovando grandi soddisfazioni in quel di Crotone, realtà in cui ottiene una storica promozione in Serie B. Dopo un esonero nel dicembre 2004 torna dopo qualche mese, riuscendo a attirare addirittura l’attenzione del Genoa, che guiderà molto bene in una stagione che vede la partecipazione al campionato anche di una Juve retrocessa da Calciopoli e del Napoli. Anche in questo caso arriva dal campo un importante responso: si va al piano di sopra. Nel massimo torneo nazionale propone un gioco brillante e lancia tanti calciatori, aprendo un brillante ciclo per il Grifone alle dipendenze del presidente Preziosi.

 

 

 

 

 

MALE A MILANO, ECCEZIONALE A BERGAMO  Nel 2011 arriva la chiamata dell’Inter, ma l’avventura milanese dura pochissimo: pochi risultati e tanti problemi con i senatori e l’ambiente. Le parentesi successive lo vedranno con Palermo e nuovamente Genoa, con cui raggiunge una qualificazione all’Europa League nel 2016. Il mancato ottenimento della licenza Uefa lo porta a lasciare, con l’Atalanta che diventa così sinonimo di nuova e affascinante possibilità di mettere in mostra i propri dettami. Gli inizi sono quasi terribili, con l’esonero che pare essere dietro l’angolo. Un’insperata vittoria sul Napoli (1-0, gol di Petagna e formazione piena di giovanissimi) ribalta il destino. Il resto è storia recente, con l’epopea nerazzurra ormai apprezzata e celebrata in tutta Italia.

Nel mentre, ne siamo sicuri, oggi la sua testa andrà poco al compleanno e molto alla preparazione di Atalanta-Lazio di domani, sfida che mette in palio nientemeno che la semifinale di Coppa Italia. A molti altri di questi anni, tanti auguri mister

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