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Atalanta-Lazio, le pagelle nerazzurre

Al ‘Gewiss Stadium’ si è giocato il quarto di finale di Coppa Italia, scoppiettante gara tra nerazzurri e biancocelesti

Gollini 7: sembra partire in ritardo quando Muriqi stacca di testa e realizza il provvisorio uno a uno. Lo stesso attaccante potrebbe superarlo a venti minuti dalla fine ma il portiere lo ipnotizza. Miracoloso a due minuti dal termine quando toglie dalla porta la palla del pareggio laziale.

Djimsiti 7: lestissimo, come tutti i difensori dell’Atalanta, a farsi trovare pronto in area di rigore. Il suo tap-in porta in vantaggio i suoi, dopo un inizio fulminante. Viene chiamato ad una prestazione di forza quando Palomino viene espulso e non delude le attese.

Romero 7,5: bastano dieci minuti per conquistare il cartellino giallo e fare sentire la sua presenza a Patric. Un avvertimento. Poi da vero fuoriclasse recupera palla sulla trequarti e serve a Miranchuk il pallone del nuovo vantaggio. Un gladiatore, lotta fino all’ultimo istante.

Palomino 4: in occasione del gol di Djimsiti, colpisce di potenza quasi fosse un attaccante vero. Troppo tenero quando c’è da coprire su Muriqi nel pareggio ospite, disattento anche nella progressione di Acerbi che porta al raddoppio. Sfortunato quando si trova davanti a Romero e gli toglie la possibilità di realizzare il 3-2, la ciliegina è rappresentata dall’espulsione (seppur troppo severa) per ultimo uomo.

Mæhle 5,5: ci piace definirlo ‘atipico’, poiché sembra esserci da sempre ma è arrivato da meno di un mese. Di contro, non contrasta a dovere Acerbi sulla fascia, quando il difensore crossa a Muriqi la palla del momentaneo pareggio. Ogni tanto Gasperini lo bacchetta.

(43′ s.t. Caldara SV)

Pessina 6: inizia al solito suo, poi dopo una botta cala di intensità. Sbaglia l’appoggio e Acerbi gli soffia la palla, quando la Lazio si porta in vantaggio.

Freuler 6,5: la prima da ‘capitano’ dopo la partenza del Papu Gomez. Fa un lavoro così sporco che non sempre balza agli occhi dell’osservatore medio, la sua prestazione ‘tutta sostanza’ è tanta roba.

Gosens 6,5: ha una super occasione al 4′ dopo una scivolata di Akpa Akpro ma non trova il tempo giusto, poi insieme a Palomino lascia a Muriqi tutto il tempo di staccare di testa e realizzare il pari. Scala in difesa come quarto, dopo l’espulsione di Palomino. Visibilmente stanco negli ultimi minuti ma in campionato non ci sarà, per questo Gasperini lo tiene comunque in campo.

Malinovskyi 7: il suo cartellino giallo lascia qualche dubbio, di contrasti come quello con Escalante se ne vedono almeno una decina a partita. Ha il grande merito di spedire in porta la palla del 2-2, preciso e potente il mancino che riporta i suoi in parità.

(15′ s.t. Zapata 5,5: entra e si procura subito il penalty, d’astuzia pura. Poi però lo fallisce, regalando a Reina la palla dagli undici metri. Nonostante ciò, riesce a dare una mano utilissima anche a metà campo).

Miranchuk 7: a volte si intestardisce in qualche dribbling, ma senza Ilicic in campo è lui che deve fornire la fantasia che serve. Troppo morbido in chiusura su Acerbi, quando il difensore raddoppia, ma non è il suo compito primario. Ha una buona occasione al 5′ della ripresa di testa, si fa perdonare a dovere quando porta i suoi sul 3-2.

(14′ s.t. de Roon 6,5: porta quantità in una zona del campo che soffre, e tanto, le progressioni in contropiede degli avversari con un uomo in più).

Muriel 6,5: i difensori laziali gli limitano il raggio d’azione e per questo si sposta spesso sulla zona esterna, favorito dall’assenza di Hateboer. Al 10′ ha la palla del raddoppio ma non punisce Reina. Si fa perdonare quando va 1 vs 1 con Hoedt e serve un cioccolatino a Malinovskyi.

(18′ s.t. Toloi 6: non entra in una situazione di gara semplice, per lo più con la difesa a quattro. Ciò nonostante, aiuta i suoi compagni e contribuisce ad ottenere un risultato storico).

All. Gasperini 7: dimostra di onorare l’impegno di Coppa schierando financo Gollini. Quando i suoi restano in dieci passa alla difesa a quattro e cambia il terminale d’attacco, nella sua testa Zapata può ‘fare per due’ e sopperire alla mancanza numerica.

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