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Il muro del Tifoso

Caldara: rilancio e riscatto, oppure all’Atalanta non serve più?

Caldara

86 minuti più recupero per 6 presenze in stagione, noie fisiche ricorrenti: il prestito milanista da un’annata e mezza necessita di rilancio. O il riscatto non serve

Difficile un rilancio personale con simili numeri. Mercoledì sera, nella semifinale casalinga di ritorno in Coppa Italia contro il Napoli, un Mattia Caldara ormai relegato a riserva perfino di José Palomino ha toccato la sesta presenza stagionale entrando al 27′ scarso del secondo tempo. 86 minuti totali di utilizzo al netto dei recuperi, da titolare soltanto in casa del Torino alla seconda giornata, sabato 26 settembre, lo start del campionato visto il rinvio al 30 del primo turno nella tana della Lazio. Con l’arrivo di Cristian Romero, l’altro prestito pesante, dalla Juventus e non dal Milan come lui nel gennaio 2020, la posizione del difensore di Scanzorosciate è decisamente in bilico.

CALDARA, RILANCIO E RISCATTO? L’Atalanta a giugno può decidere per il riscatto o meno del figliol prodigo, valorizzato proprio da Gian Piero Gasperini che contro i Ciucci lo gettò in mischia da perno dal 1′ nell’1-0 in campionato del 2 ottobre 2016. La partita della svolta dopo aver sfiorato l’esonero con il ko casalingo col Palermo. E anche la rampa di lancio di una carriera spentasi col passaggio da plusvalenza tra le grandi del calcio italiano: prima la Juventus, appena assaggiata senza partite ufficiali, quindi i rossoneri per 2 timbrate di cartellino appena in altrettanti anni. Nella scorsa mezza stagione, quella del ritorno, 18 al quoto, 11 dall’inizio su 14 in campionato, 3 su 3 in Champions contro Valencia agli ottavi e PSG nel quarto secco di Lisbona. E adesso? Secondo voi tifosi e lettori di CalcioAtalanta, dev’essere tenuto oppure restituito al Diavolo perché in un reparto affollatissimo non serve più?

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