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Muriel mostruoso, Zapata una potenza. Nell’Atalanta alla colombiana c’è posto per Ilicic?

Assist e gol per Muriel contro il Napoli, rompighiaccio per Zapata che offre la palla del 3-1 a Gosens in combinazione col compagno. Un’Atalanta colombiana

Luis Muriel, il bomber di scorta, la scodella per il vantaggio di Duvan Zapata. Che poi, non pago della testatona perfetta per la nona sinfonia personale in campionato, azzeccando il tredici sulla ruota di Bergamo, ricevuto dal connazionale innesca superbamente il taglio del nuovo sorpasso di Robin Gosens. Assistendo all’assolo in contropiede di colui che col Napoli ha appena scritto diciassette in stagione con la quattordicesima in regular season. Sette assist l’uno, sporca decina per l’altro. Decisamente un’Atalanta alla colombiana, che piace da matti e continua a furoreggiare in area avversaria.

MURIEL E ZAPATA, PAPPA E CICCIA. Le frequenti pause di uno Josip Ilicic discontinuo, e per ciò stesso relegato in panchina a tre giorni dal clou contro il Real Madrid dopo la stessa sorte toccatagli nelle semifinali di Coppa Italia, hanno cementato l’affiatamento ed elevato all’ennesima potenza l’efficacia monstre della coppia d’attacco cafetera. Elevata ormai a soluzione preferenziale, perché col movimento perenne del Toro di Cali e le puntate secche in velocità verso la porta del Ronaldito i nerazzurri sono sempre in grado di accendere i fuochi d’artificio. I numeri parlano chiaro: 32 match su 33 per il centravanti, subentrato 6 volte più nel quarto della coccarda con la Lazio, deputato a partire decentrato a destra in compresenza del compagno, due di meno in totale e minutaggio ben più ridotto partendo dalla panchina 13 volte in A e 2 nella coppa dalle grandi orecchie.

ILICIC NELL’ATALANTA ALLA COLOMBIANA. 23 presenze con 5 palloni nel sacco e 7 assist fanno del fantasista mancino sloveno addirittura il quarto marcatore alle spalle del tedesco (8 in 28 partite), pendolino a sinistra, che punta di ruolo proprio non è. E dire che San Giuseppe, centellinato dall’allenatore Gian Piero Gasperini seppur non ai livelli scientifici di Muriel, quando è in condizione di giocare viene preso in considerazione da titolare inamovibile molto più del duo da furore alla colombiana: 6 ingressi in campo in corso d’opera equamente suddivisi tra campionato e trofeo della coccarda, 2 su 4 in Champions. Della serie: o si sveglia definitivamente o anche il riservista di Santo Tomàs gli frega il posto in pianta stabile. Anche perché con lui a pelo d’erba si costruisce, si conclude e si centra la porta di più. Per forza, con uno che segna consecutivamente da titolare da 9 partite e ne ha fatti da jolly in uscita dalla panca “solo” 4 (Roma, Sassuolo, Benevento e Cagliari) più 1 (ad Amsterdam con l’Ajax)…

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