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Gasperini: “Prima o poi vinceremo anche a San Siro…”

Parma-Atalanta

“Essere tra le migliori per gol fatti è un merito della squadra e una soddisfazione”: Gasperini in conferenza stampa

Parla Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa, alla vigilia della sfida di San Siro tra Inter Atalanta, scontro diretto in cui si intrecciano corsa scudetto e corsa a un posto nella prossima Champions League.

I colombiani che non partono. “Sarebbe stato complicata la convocazione in nazionale dei sudamericani alle qualificazioni per i mondiali di fine marzo. Ogni volta stanno via due settimane e tornano due giorni prima di giocare in campionato: una situazione che non può stare bene a nessuno”.

La partita. “Per la legge dei grandi numeri, prima a poi a Milano con l’Inter sarà la volta buona. Affrontiamo la prima in classifica che lo è meritatamente: ha un buon distacco, è la principale candidata a vincere il campionato. Ma 13 giornate sono tante”.

Chi gioca in porta. O Gollini o Sportiello. Marco sta bene, è stato decisivo sia con la Sampdoria pur non essendo stato molto impegnato e domenica scorsa con il Crotone in un paio di occasioni: è in un ottimo momento e merita delle chances”.

Miglior attacco. “Riuscire a essere ai vertici per gol realizzati per tanti campionati è un merito della squadra e una soddisfazione. I gol portano punti, ma per fare i bilanci ci vuole più tempo: siamo in una bella striscia, per i risultati, per le varianti che abbiamo, per la fiducia e per il bel clima. C’è una crescita generale, anche in giocatori come Miranchuk, anche in allenamento. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, di qualche accorgimento nuovo”.

La passata stagione. “L’anno scorso a Milano abbiamo fatto un bel pareggio, a novembre all’andata ne abbiamo fatto un altro in rimonta. Certo, sarebbe meglio andare avanti noi. Domani è un’altra prova: sotto l’aspetto tecnico abbiamo sempre bisogno di crescere, nel controllo e nella gestione della palla. Dobbiamo crescere a livello corale”.

Obiettivo. “Facciamo un campionato centrato su noi stessi, non per fare un favore alle altre. E’ un test fondamentale per vedere come giochiamo al cospetto di squadre di questo livello: se vogliamo anche in vista del ritorno di Champions col Real Madrid”.

L’andata. “Bel gol di testa di Lautaro, poi abbiamo giocato bene, pareggiato con Miranchuk e sfiorato la vittoria con Muriel. Un risultato giusto. Come prestazione e personalità, al livello dell1-1 del gennaio dell’anno scorso”.

Bastoni. “Già giovanissimo era di assoluta prospettiva, poi nell’Inter è cresciuto ulteriormente. La sua evoluzione è importante, ma che fosse un predestinato lo si capiva. E’ un ragazzo molto sano e molto per bene, questo lo aiuta per la crescita tecnica e personale”.

L’avversario. “Dell’Inter temo l’attacco, che non è solo Lukaku e Lautaro. Magari segnano soprattutto loro due, i gol sono più concentrati mentre noi li distribuiamo di più. Loro concretizzano le azioni, noi dobbiamo capacitare la capacità offensiva dell’intera squadra. Eriksen ha capacità balistiche importanti anche nei calci piazzati, su azione ha una precisione tecnica che fa valere”.

Gli esterni. “Gosens e Hakimi sono tra i migliori interpreti del ruolo. Bisogna stare attento a non concedere spazi. E’ uno dei leitmotiv della partita di domani”.

Le individualità. “In difesa e in attacco non è solo questione di duelli individuali, sarà Inter-Atalanta. Le prestazioni e le giocate individuali pesano, lo scontro globale è tra le due squadre”.

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