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Piccoli e quel gol pieno di rimpianti

Il classico gol dell’ex è coinciso con quello della bandiera, ma Roberto Piccoli all’Atalanta avrebbe fatto comodo eccome. Rende più di Lammers

Roberto Piccoli e quella stoccata davanti all’area piccola per tramutare in oro il gioco tra punta esterna e centrocampista, Diego Farias dal fondo e Nahuel Estevez di sponda al volo. Il gol dell’ex che è anche il gol della bandiera. Il quarto, nello Spezia dai tanti attaccanti pieni di acciacchi a rotazione, in 17 match stagionali, Inter e Roma le vittime precedenti (sempre da 0 punti, ma è un dettaglio) più il Bologna nel quarto turno di Coppa Italia. Vinto, in quel caso. Un successo personale che alimenta i rimpianti da una sponda e dall’altra.

PICCOLI: GOL E RIMPIANTI. Gli Aquilotti si saranno pentiti di non averlo scelto dall’inizio in vece di uno M’Bala Nzola pressoché nullo, perché un ragazzone del 2001 pieno di salute e con la voglia matta di spaccare il mondo serve come il pane quando il pacchetto offensivo è zavorrato da infortuni in serie. In panchina, contro l’Atalanta, c’era l’altro ex lungodegente Andrey Galabinov. Ma anche i nerazzurri, davanti a tanta splendida gioventù in crescita esponenziale, qualche domanda se la saranno pur dovuta fare. Ovvero: non era meglio tenersi il centrattacco di Sorisole, bicampione d’Italia Primavera in carica, anziché spendere 9 milioni per un Sam Lammers che in stagione sta rendendo meno di lui?

PICCOLI VS LAMMERS. L’ha riconosciuto pure Gian Piero Gasperini alla vigilia di una sfida ostica come previsto: “Non fosse arrivato l’olandese, Piccoli sarebbe potuto restare a Bergamo. Sta vivendo una bella esperienza e di tanto in tanto segna”. Altroché. Precisamente, il doppio dell’ex PSV Eindhoven che in estate l’aveva spinto verso il prestito in riva al Golfo dei Poeti. 17 match contro 15 per il 91 di Sorisole, che ha scelto non a caso il numero di Duvan Zapata del quale sarebbe un degnissimo backup. 4 volte su 14 da titolare in campionato e 2 s 3 nel trofeo della coccarda sono meglio di 1 su 12 e 1 su 1, dato ripetuto in Champions nel cappotto casalingo col Liverpool. Sarà che il buon Roberto ha calcato i terreni di gioco più del doppio del “rivale”, 665 contro 301. Era il caso di lasciarselo scappare, anche soltanto per un’annata di formazione staccato dal cordone ombelicale?

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