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Cornelius dice 28: auguri all’eroe di Goodison Park

La doppietta da subentrato sul campo dell’Everton e poco altro. Ma il Vichingo Cornelius ha lasciato il ricordo di un professionista esemplare

Spegne 28 candeline forse con un velo di tristezza, il Vichingo, prestito in un Parma quasi alla fine di un biennio da riscattando obbligato e falcidiato un po’ troppo spesso da problemi muscolari. Il festeggiato di segno nerazzurro del 16 marzo accettava di buon grado il ruolo di comprimario di un attacco che non aveva ancora come intoccabili Josip Ilicic, Duvan Zapata e Luis Muriel, quando là davanti c’erano Andrea Petagna e il Papu Gomez più coperto e contorno. Lo sloveno arrivò con lui, col Ternero convisse un’estate. Eppure Andreas Cornelius, centravanti di riserva, all’Atalanta ha lasciato il ricordo di un professionista lindo, educato, rispettoso ed esemplare al di là di doti tecniche non certo da fuoriclasse. Oltre a un paio di lampi in Europa (League) a Goodison Park contro l’Everton il 23 novembre di quattro anni or sono per chiudere il discorso in una delle tante serate magiche della prima annata col naso fuori dai confini, anche il battistrada a giro con la Roma nell’Epifania vittoriosa del 2018.

CORNELIUS, UN VICHINGO A GOODISON PARK. Subentrato nella Liverpool che vive e sogna solo in Blue all’altro doppiettista al minuto 82, quella volta il danesone di Copenaghen raggiunse il suo apice bergamasco: all’88’ di destro, il piede debole, su invito di Mattia Caldara, e al 94′ di testa su angolo del capitano argentino. Acquistato il 2 maggio con congruo anticipo sull’apertura del mercato estivo, aveva già castigato il Sassuolo (10 settembre, tanto per rompere il ghiaccio) e il Bologna in campionato. Meno 2 alla fine delle prodezze personali da queste parti: mancano all’appello giusto l’altro trappolone ai neroverdi in Coppa Italia e il canto del cigno all’indomani del Ferragosto 2018, il raddoppio all’Hapoel Haifa nelle qualificazioni di EL a Reggio Emilia. Il 30, contro la sua alma mater, il secondo rigore nella lotteria sgabolatissima sbagliato dai suoi: traversa del Papu, la manona di Joronen per dire no al suo.

CORNELIUS, 28 DA VETERANO. Cresciuto tra BK Hekla, Fremad Amager e appunto Copenaghen (titoli ’13, ’16 e ’17, coppe ’12, ’15, ’16 e ’18, capocannoniere della Superligaen ’13 a quota 18), Andreas Evald Cornelius, anche il Cardiff con rientro in patria e il Bordeaux sempre a titolo temporaneo dai nerazzurri come parentesi professionali, nel palamarès atalantino ha dunque un settebello in 35 match di cui soltanto 11 dal kick off. Nel complesso, cifrette mica male, non certo però da urlo: 176 presenze e 61 palloni nel sacco laddove è nato, 47 e 13 in biancoscudato ducale, 29 e 3 coi Girondini, 11 in Galles, 29 e 9 in Nazionale a livello senior. Già preso da Zingonia, il 25 maggio 2017, la doppietta nella finale di coppa danese vinta 3-1 contro il Brøndby. Resterà per sempre scolpita negli occhi dei tifosi il suo profilo tagliato con l’accetta, un biondone mancino dalla mascella quadrata di 193 centimetri che passeggiava sul Sentierone in maglietta fermandosi a bere bicchierozzi di birra che levati. Tantissimi auguri, caro Vichingo di Goodison.

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