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Ancora de Roon: “Amo l’Italia, mi piacerebbe chiudere la carriera qui”

De Roon: “In Olanda sono discusso per via della mia titolarità”

 

Vi proponiamo, come già fatto nell’articolo precedente (LEGGI QUA), altri concetti espressi da Marten de Roon nella sua intervista a Cronache di Spogliatoio.

OSSESSIONE DELLA VERTICALIZZAZIONE “Ho l’ossessione della verticalizzazione, ho imparato questo da Gasperini, perchè giocare in avanti è meno rischioso e più difficile per gli avversari. E’ meglio perdere il pallone nella loro metà campo piuttosto che nella loro. Anche i possessi della palla negli esercizi che facciamo sono finalizzati al fatto di muovere continuamente la sfera”

IL RAPPORTO CON I LIBRI “Se scriverò mai un libro? No, è difficile. Anche perchè i social sono un qualcosa di impulsivo, legati al momento. Leggo comunque molto, anche se in italiano faccio fatica perchè la lingua è parecchio complessa. Io conosco la lingua del calcio, ma farei fatica a leggere un giallo”.

LO SPOGLIATOIO “Mia moglie ogni tanto mi chiede cosa ho fatto a allenamento, e spesso gli rispondo “Niente, sono stato tre ore in spogliatoio”. E’ difficile spiegare cosa significhi il rapporto con i compagni a chi non vive sensazioni di questo tipo”.

SALTO IN UNA SUPER BIG O NO? “Una parte di me dice che voglio vincere qualcosa, ma sto bene a Bergamo e noi stiamo facendo benissimo. Ogni tanto penso al fatto di poter giocare in società più importanti come l’Inter e la Juve, ma noi ormai ci giochiamo la Champions e mi sento molto importante. La città e l’Atalanta mi hanno dato tanto, mi piacerebbe anche finire qua la carriera, pur non potendo dare alcuna certezza”.

IL FUTURO “Parlo spesso con mia moglie del futuro, e fino a 2/3 anni fa pensavo di non restare nel calcio a fine carriera. Anche io, come molti miei amici, pensavo di voler sviluppare il mio istinto imprenditoriale. Il calcio però è un ambiente in cui è facile restare, quindi mi è balenata l’idea di fare il corso di allenatore. Voglio però anche dare la libertà a mia moglie e alle bambine di sviluppare i propri sogni.

IL BEL PAESE “Mi piace tantissimo l’Italia, per un calciatore la vita è fantastica: per cibo, per il clima, per le città. Andiamo spesso al Lago di Como e al Lago di Garda, un qualcosa di fantastico. In Italia c’è anche mare e montagna, io preferisco la Sardegna alle Maldive, in cui pure sono stato. Le mie figlie parlano italiano decisamente meglio di me, sono probabilmente più italiane che olandesi”

IL CALCIO ALLA TV “La domenica guardo le partite alla domenica quando posso, ma nel tempo libero mi piace dedicare tempo alle mie figlie. Il fatto di avere spesso ritiri penalizza tutto questo, visto che in Italia c’è questa tradizione”

NAZIONALE “Wijnaldum e van Dijk mi hanno definito come importante, nonostante in patria in molti non siano così convinti della mia titolarità. Forse chi non guarda tanto calcio non sa bene il tipo di compito nell’ambito dell’orchestra, perchè non faccio gol o assist. Ma io sono importante quando gli altri perdono la palla. I compagni mi sostengono e questa è per me la cosa più importante”.

VAN DIJK “Lui è uno che si fa sentire in diversi modi, è il capo dello spogliatoio. Scherza, ma in campo è molto serio. Se sbaglia è il primo ad assumersene le colpe, non è troppo severo con i compagni ma supporta sempre gli altri. Se un giorno sarò capitano dell’Atalanta vorrei essere come lui, perchè urlare non serve a molto. Ha più senso dire che la prossima giocata sarà migliore rispetto a quella appena sbagliata”

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