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De Roon: “Ibra? Forse mi darà uno schiaffo, in futuro mi vedo in difesa”

“La mia vita da quando sono in Italia è cambiata”. Inizia così l’intervista di Marten de Roon, che si è raccontato in un’intervista al canale YouTube di Cronache di Spogliatoio, toccando vari tasti molto interessanti relativamente alla sua figura.

IL RAPPORTO CON I SOCIAL “Da quando ho messo quel post su Ibra mi arrivano molti messaggi, anche di sfottò quando perdiamo. Non mi sono pentito, lo rifarei. La mia chiave è l’autoironia, stavo scherzando e la stessa descrizione del post lo dimostrava. Però, ripeto, non ho rimpianti in tal senso. Secondo me i social sono un po’ indietro nella mentalità comunicativa rispetto a altri Paesi. Tra i compagni ora c’è Pessina che si rende abbastanza divertente nei suoi post, ma nessuno mi chiede consigli particolari”

IL LORO USO IN ITALIA “In Italia forse si tende a rispettarsi di più sui social, ma forse bisogna andare oltre il semplice “Bella vittoria, +3 punti” nei vari post. Per fortuna la società non influisce con me nella scelta della gestione dei miei account. Anche nelle sconfitte è giusto esporsi, pur avendo la giusta serietà e rispetto per i compagni. Quando perdi stai a casa arrabbiato per 4 giorni? Forse uno dai, è un po’ un’esagerazione… C’è anche altro oltre al calcio, e la vita normale va divisa da tutto questo

COSA DIRA’ ZLATAN AL RITORNO? “Tornando all’esempio di Ibrahimović non è una questione di milanisti o tifosi di altre squadre, succederebbe anche con un napoletano o un tifoso dello United. Cosa succederà quando ci rivedremo? Forse mi darà uno schiaffo (ride), avrebbe anche ragione! Lo prenderei volentieri”

LA SFIDA AL REAL “Loro non hanno sbagliato niente contro di noi, sono troppo forti e non sbagliano nulla. In Champions sono decisivi i dettagli, e loro hanno alcuni dei migliori calciatori al mondo. C’era in noi un po’ di rammarico perchè abbiamo sbagliato molti passaggi chiave, quelli verso la loro metà campo. Il fatto di avere rimpianti, anche nei commenti dei media, dà fastidio ma fa pensare a come il nostro percorso di crescita in 5 anni sia avanzato. Il mio primo anno a Bergamo si giocava per la salvezza. E’ forse un peccato il fatto di non aver potuto giocare al Bernabeu. I Blancos che più mi hanno impressionato? Modrić e Kroos, non sbagliano un passaggio. Anche i difensori sono molto bravi, anche solo nell’abilità di far sbagliare gli attaccanti avversari”

IL SUO SVILUPPO TECNICO “Con Gasperini ho acquisito una pulizia tecnica importante, sin dal primo minuto che l’ho avuto mi ha detto questa cosa. Devo essere in grado di trovare gli attaccanti immediatamente, altrimenti non puoi giocare in Nazionale o nell’Atalanta. Dieci anni fa ero più un giocatore di intensità, anche se ho sempre avuto un buon cambio di gioco a scoperchiare il fronte del gioco. Dico sempre che non riuscirò a giocare altri 5 anni a metà campo con Gasperini, perchè bisogna correre tanto. Se mi vedo difensore nella linea a 3 in un futuro? Sì, anche se devo migliorare nei movimenti difensivi, ma potrei anche agire qualche metro in avanti come gestore del pallone sulla trequarti. Per adesso sto bene lì in mezzo, e dipenderà anche dal tipo di allenatore che avrò. Io e Freuler possiamo attaccare spesso, ma dobbiamo sempre avere come primo pensiero quello di coprire gli spazi. E’ un po’ come Kessie nel Milan, che copre sempre la proiezione di Theo Hernandez

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